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domenica 17 giugno 2012

Un week end speciale


La strada silenziosa si snodava tortuosa tra gli alberi, arrotolandosi su se stessa come un nero serpente che si nasconda furtivo alla vista del mondo. Pierre guidava piano nella penombra della sera primaverile appena iniziata, tenendo per mano Lorenza, sedutagli affianco, le dita intrecciate tra loro come in un unico e prezioso, indissolubile ricamo. Finalmente erano riusciti a concedersi un weekend lontano dalla città, in un piccolo castello in collina che si ergeva in un territorio immerso nella tranquillità delle campagne umbre. Si guardavano in silenzio, con un sorriso dipinto sul volto che raccontava, meglio di qualunque discorso, la loro gioia e il loro desiderio di respirarsi più da vicino. 
Avevano aspettato a lungo prima di riuscire ad organizzare questa partenza, bloccati ogni volta da qualche inconveniente, che fosse lavorativo o familiare. Ma ora erano riusciti finalmente a chiudere dietro di loro la porta delle rispettive vite e a farsi questo piccolo regalo, una partenza dal sapore di una fuga. Non avevano bisogno di altro che di pace, silenzio, natura e ... un letto per amarsi.
Giunti ormai a sera inoltrata nel piccolo castello arroccato sulla collina al di sopra del bosco, gestito da un'anziana coppia di inglesi trasferiti in Italia da una decina di anni in cerca di una vita diversa, decisero che avrebbero cenato lì, senza uscire in cerca di un romantico ristorantino, come inizialmente prospettato. 
Sistemato alla buona il piccolo bagaglio, scesero subito in sala, sempre tenendosi per mano, e si accomodarono ad un piccolo tavolo tondo sistemato proprio di fianco al caminetto che, nonostante fosse ormai fine marzo, era acceso e scoppiettante.
Seduti uno di fronte all'altra si tenevano per mano, quasi avendo timore di sciogliere un incantesimo qualora si fossero staccati, e iniziarono a raccontarsi degli ultimi giorni trascorsi lontano l'uno dall'altra, e parlando così da vicino, tra una risata e uno sguardo malizioso, il tempo volava veloce come il vento. Risero come due bimbi complici di qualche marachella, bevvero dell'ottimo " Sagrantino di Montefalco" d'annata, scelto da Pierre per accompagnare una cena preparata con cura, brindarono alla loro felicità, e poi, riscaldati dal fuoco, dal vino e dai loro stessi animi incendiati dall'amore, corsero a rifugiarsi nella loro suite.

Osservarono così per la prima volta senza fretta la bellissima camera arredata con mobili antichi e tessuti broccati. Il letto antico a baldacchino troneggiava al centro della grande camera, in cima alla piccola torre, con i soffitti alti a croce, velato da tre strati di tende svolazzanti in chiffon dai colori ambrati, e vestito di lenzuola di seta e raso. Pierre aveva scelto il meglio quando aveva deciso di prenotare la suite, ed era veramente molto suggestiva. Si aveva l'impressione di tornare indietro nel tempo, al 1500, anno in cui il castello era stato costruito e abitato dalla famiglia Oderisi, da secoli dominante in quel territorio.

Era riuscito anche a far scivolare una cospicua mancia tra le mani del cameriere in modo che, durante la cena, mandasse qualcuno in camera ad accendere candele e fiaccole e a distribuire petali di fiori sul letto. 
Aveva voglia di stupirla, di leggere la meraviglia e la gioia nei suoi occhi, di farla sentire importante almeno quanto lo era per lui. Avrebbe fatto di tutto per poter vedere luccicare i suoi grandi occhi verdi. 
Da quando si erano conosciuti ogni giorno era una scoperta, ogni gesto quotidiano, ogni incombenza, se affrontata con lei o per lei, perdeva all'istante il suo carico. 
Non gli era mai capitato prima di innamorarsi in modo così profondo, nonostante avesse ormai superato la trentina. La freschezza e la trasparenza di Lorenza lo lasciavano ogni volta incantato. Era una ragazza dalla solarità contagiosa, affrontava ogni cosa con l'entusiasmo di un bambino che veda per la prima volta il mare, o la neve candida che scende silenziosa e magica. Lei riusciva a trasferire agli altri un pizzico di questa sua gioia di vivere e Pierre era cambiato da quando era con lei. Si sentiva più forte, più sicuro, e soprattutto aveva dimenticato le sofferenze del passato.

La guardava di sottecchi in attesa di godere del suo sorriso nell'attimo della sorpresa, e quando la vide, riflessa nello specchio, illuminata dalla luce calda delle candele, l'istinto di avvicinarsi a lei e baciarla da dietro sulla spalla fu più forte della sua precedente risoluzione di non toccarla finché non gli si fosse gettata al collo con il suo solito entusiasmo.
Lorenza restava a bocca aperta e senza parole, come incantata da quell'aria magica che aleggiava tra loro.
Si girò verso di lui che aveva ancora le mani appoggiate sui suoi fianchi, e gli si gettò al collo.
Il loro bacio dolce, intenso, morbido e sensuale, fu un momento senza tempo e senza luogo, e fu solo il preludio di quella che sarebbe stata una notte da non dimenticare....


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Chi è Manuela Rossa

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Manuela Rossa è un personaggio di fantasia, una sorta di "alter ego" di una donna che ha scoperto il potere dell'immaginazione e della scrittura per raccontarsi innanzitutto a sé stessa. I suoi scritti sono frutto di fantasia e non attingono che in modo marginale alla vita reale.

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