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martedì 23 ottobre 2012

L'isola che non c'è

"Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto, fino al mattino..."

Quanti di noi sognano l'isola che non c'è, quel posto dove tutto è possibile, dove il tempo non ti tange e dove i sogni si realizzano, lasciando vincere sempre la fantasia sulla realtà, il bene sul male, la gioia sul dolore, l'eternità sul tempo?

Io sogno spesso la mia isola, e il mio modo per farla vivere è scrivere.
La disegno, la contorno, ne creo gli abitanti ideali, le situazioni perfette, i sentimenti giusti al momento giusto per le persone giuste.
Non c'è possibilità di errore nella mia isola, non esiste sbaglio, non esiste cattiveria.
E' un posto dove tutto gira grazie ad un unico carburante: l'Amore.
La mia isola che non c'è  è un posto dove non esistono differenze di razza e di lingua, di età e di religione, dove non c'è fame né povertà, né solitudine, né costrizione.
Sulla mia isola ho tutto ciò di cui ho bisogno, che non è poi molto.
Sulla mia isola non esiste attesa, non esiste illusione, né soprattutto disillusione.
Tutto ciò che posso immaginare, posso fare. E tutto ciò che posso fare lo posso anche disfare.
Sulla mia isola riesco a guardare dritto negli occhi chiunque mi sia davanti, senza sentirmi in colpa per niente.
Nuoto nel mare dei miei sentimenti, alimentati dai miei stessi sogni.
A volte, onde particolarmente grandi mi travolgono e mi fanno perdere per un po' l'orientamento, ma poi mi stendo sulla schiena, faccio la morta a galla, riprendo fiato e tutto ritorna tranquillo.
Sulla mia isola c'è sempre una persona che si perde nei miei occhi, che mi prende per mano per andarcene in giro per il mondo, che mi illumina con un sorriso nel quale mi perdo. Sulla mia isola non sono mai sola.
Sulla mia isola ci sono sempre 25 gradi e un sole caldo e un cielo azzurro, e i tramonti sono quasi sempre di un rosso infuocato, su panorami mozzafiato.
Sulla mia isola non esistono palazzi e strade trafficate, esiste solo la natura e la sua bellezza, e non esiste noia.
La noia!....che noia essere annoiati, guardarsi intorno e non saper che fare, o meglio...non avere voglia di fare nulla. Avere addosso come un vestito bagnato quell'apatia che a volte non ti fa neanche alzare dal letto, che non ti fa uscire di casa perché tanto non avrai nessuno di speciale con cui andare in un posto speciale, nessuno con cui condividere una bella emozione. Solo doveri, doveri e doveri.
E doveri.
Sulla mia isola che non c'è posso mangiare tutta la cioccolata che voglio, cenare a lume di candela e bere champagne, il tutto senza ingrassare e senza ubriacarmi. Posso correre senza avere il fiatone. Il colesterolo è sempre perfetto, come la pressione arteriosa. Naturalmente, appena metto piede sulla mia isola, non ho più un solo filo di cellulite né una sola rughetta...Non invecchio e non mi ammalo, non ho freddo e non ho caldo, a meno che non sia io a decidere di voler sentire la pioggia sulla pelle, o il freddo della neve tra le mani, o il caldo del sole che mi faccia chiudere gli occhi, o un soffio di vento che mi scombini i capelli. Non ho problemi e sono libera di andare o restare, di viaggiare e volare, di cadere e rialzarmi con un sorriso. Sulla mia isola non ho paura.
La mia isola che non c'è  è il mio stupefacente, la mia canna, il mio crack, il mio whisky, quello che mi fa staccare la spina dalla realtà dove non sempre tutto fila liscio, dove spesso le attese sono lunghe e snervanti, dove non sempre è l'amore a regnare sovrano sulle nostre vite ma il dio denaro.
Qualcuno si droga, qualcuno si butta nell'alcool o in una vita spericolata e dissoluta, pur di non sentire quella vena sottile di insoddisfazione che la vita di ogni giorno ci regala, per anestetizzare il cervello.
Io non mi drogo e non bevo: io scrivo. O recito. O leggo. O canto.
Vivo nella fantasia ciò che non posso vivere nella realtà, mi immergo in situazioni talmente fantastiche da farmi dimenticare i piatti sporchi da lavare, o la biancheria da stirare, le bollette da pagare, o il foglio excel da completare entro la fine della giornata.
Il rischio qual è? Quello di disegnare nella mente un'isola talmente perfetta da volerci vivere per davvero e non riuscire più a vedere la bellezza della realtà, con tutte le sue imperfezioni e le sue incognite...Devo assolutamente evitare gli eccessi.
Ogni tanto ho bisogno di un caffè bello forte che mi faccia aprire gli occhi socchiusi e vedere con chiarezza la linea di demarcazione tra fantastico e reale. Un caffè della Peppina, che non si beve alla mattina, né col latte né col the, va bene lo stesso.







sabato 13 ottobre 2012

Vita di una mosca

Sono una mosca e la mia è una vita molto dura. 
Sono uno di quegli insetti che nessuno sopporta e che tutti cercano di cacciare via. Odiata, schifata, bistrattata, anche un po' bruttina, nonostante le stupende ali trasparenti come un velo, additata come "la portatrice di malattie", schiacciata alla prima occasione con un giornale arrotolato o con una paletta forata, o avvelenata con getti mefitici di veleno studiato appositamente per noi. Addirittura una volta mi volevano ammazzare con una paletta cinese che dà la scossa elettrica, ma per fortuna riuscii a sfuggire alla morte. Questi cinesi una ne pensano e cento ne inventano! Quante sorelle e fratelli ho visto morire così, miseramente schiacciate o stordite e poi ammazzate... o attirate con l'inganno in quelle mostruose casette dei balocchi, con le luci azzurre, appese come calde lanterne attraenti, e che invece non sono altro che ...bzzzz... trappole mortali. 
Gli umani sono senza cuore, non capiscono che la nostra è una vita breve, ed è anche una vita di stenti e sacrifici, ed è per questo che "rompiamo le scatole" e svolazziamo in cerca del più piccolo escremento o residuo di cibo, sprezzanti del pericolo. Il nostro tempo è prezioso e lo vogliamo vivere fino in fondo. Se tutto va bene, viviamo al massimo 10 giorni! E in quei dieci giorni arriviamo a depositare fino a 1000 larve dei nostri figlioli, per la continuità della nostra specie. Perché di una cosa non dovete dubitare mai: l'uomo non l'avrà vinta con noi! Siamo piccole ma tenaci e combattive. 
Dovete sapere che abbiamo delle sorelle addestrate appositamente per andare a scoprire gli avamposti nemici e carpire informazioni sulle armi di distruzione "muscolari" che hanno gli uomini. Io da giovane, la settimana scorsa, facevo parte di questo gruppo d'assalto. Ogni volta che andavamo in una casa, noi mosche impiegate in prima linea andavamo a sondare il terreno, a vedere quanti e quali oggetti pericolosi avevano i nostri ospiti (palette, giornali, armi di distruzione chimica come raid, flit, ddt, off, etc.) e poi chiamavamo alle armi anche le altre, appena avevamo un quadro preciso della situazione. "Via libera!"

Ora però che sono vecchia, ho ben 9 giorni e 4 ore, sono in pensione e posso godermi il meritato riposo. Siamo un po' curiose, per essere sincera. Ci piace entrare nelle case della gente, non solo per necessità di sopravvivenza e per trovare riparo e cibo, ma anche per motivi sociali e culturali. Ci divertiamo a stuzzicare gli umani più simpatici e imbranati attaccandoci addosso, o a spiare i gesti quotidiani della gente per poter spettegolare un po'. Non si vive di solo lavoro! 
In questa mia lunga vita ne ho viste di situazioni strane....soprattutto negli ultimi giorni, nel mio periodo di pensionamento, appesa a un soffitto di una camera da letto ho visto una coppia di umani fare cose turche inenarrabili! Altro che le nostre veloci copule a scopo riproduttivo...


Siamo degli insetti di origine milanese, sempre molto efficienti ed organizzati, veloci e particolarmente predisposti al problem solving. Ma resta il fatto che non facciamo una bella vita.
Mica è bello per noi vivere negli avanzi, rubare con insistenza il cibo dalla ciotola del cane, aspettare che qualcuno si distragga per posarci furtivamente nel piatto, rischiando di farci ammazzare. E vi risparmio i dettagli di quando invece siamo costrette a frugare nella spazzatura o nella cacca...
Ci siamo dovute arrangiare e inventare un volo tutto particolare per difenderci dal nemico numero uno: l'uomo. Sfuggiamo con velocità e destrezza ai suoi attacchi cambiando continuamente direzione.
Anche i gatti sono pericolosi, a volte ancor più degli uomini. I gatti sono veloci predatori e si divertono anche a mangiarci o a giocare con i nostri poveri corpi martoriati e storditi fino a finirci. Loro sono ancor più perfidi degli umani.
Ecco, ora che sono arrivata alla fine della mia lunga vita senza farmi ammazzare da nessun umano, l'unico mio desiderio è quello di non morire per mano di un gatto. Anzi, per zampa di un gatto... 
Vorrei poter finire le mie ore in montagna, dove l'aria è pura e fresca, e dove vivono umani più rilassati di quelli che vivono in città. Ed è per questo che ho iniziato il mio viaggio. Viaggio in vespa, una stupenda vespa gialla e nera.
Vorrei poter morire tra le mele della Val di Non o vicino a un lago di montagna.
Sono stata una mosca felice... Ma ora scusate, vado di fretta.
Ciao


giovedì 11 ottobre 2012

Brividi

Ci sono momenti in cui vorresti dire mille cose, vorresti urlare e cantare, vorresti ridere e piangere, e invece resti lì, ferma a guardare i brividi che percorrono la pelle e spengono le parole, accendendo le emozioni.
Ci sono momenti in cui le parole restano intrappolate in gola, in un sorriso silenzioso, cullate tra braccia che ti stringono e labbra che ti sfiorano piano il collo. Perché non sempre le parole servono.
Quei momenti in cui i respiri si placano poco per volta dopo una notte d'amore infinita e rimane solo la voglia di abbracciarsi, avvinghiarsi in un unico corpo, in un unico respiro, in silenzio.
Quei momenti in cui il tuo corpo, teso dagli spasmi dell'amore, finalmente si rilassa e assapora il gusto del riposo.
Quei momenti in cui non sai più dove finisce il sogno e inizia la realtà.
Quei momenti in cui tutto è finito e resta solo l'eco della passione che rimbomba nelle vene.
In quei momenti io sto zitta e buona. Silenziosa all'inverosimile. 
Solo gli occhi parlano, solo quelli non smettono di cantare. 


martedì 9 ottobre 2012

Nel silenzio della notte

























Tutto tace, il mondo dorme, anche la notte ha spento le sue luci.
Una sola brilla in una casa addormentata tra i boschi: la luce di un monitor, finestra su un mondo che è solo mio e tuo, il mondo dei sogni coscienti.

Ti sei alzato di soppiatto nel cuore della notte, il pensiero di perdermi non ti faceva dormire. Ti giravi e ti rigiravi nel letto accanto a lei, la donna della tua vita, della tua vita reale.
Ti sei alzato come un assetato che ha bisogno di un sorso d'acqua per non soffocare, e la tua acqua sono io.
Sono le mie parole.

Io sono l'acqua che ti disseta, il fuoco che ti riscalda, l'abbraccio che ti calma, il battito che ti fa sentire vivo.
Sono il tassello che manca quando il mondo ti sembra imperfetto.
Come me, non riesci a star lontano da un sogno, il nostro, da qualcosa che sappiamo non avrà mai sapore reale, né calore, né odore, né sguardo, eppure dona un gusto unico alle nostre giornate, e alle nostre notti...

No, non scopriremo mai il sapore delle nostre labbra, l'odore della nostra pelle, il calore delle mie mani sul tuo petto. Non mi perderò mai nei tuoi abbracci, né affogherò in un tuo sguardo complice.
Non rabbrividiremo al tocco delle nostre carezze, perché le nostre carezze sono fatte di sole parole e sogni.
Ma anche quelle sanno dare i brividi. Sono puro estratto di emozione.
Vita e gioia e calore e paura di perdersi, tutto racchiuso in parole che volano a migliaia di chilometri e come una folata di vento scompigliano le nostre certezze.

Eppure, anche se il nostro è un sogno cosciente, se chiudo gli occhi ti sento accanto a me ed è come se in un mondo parallelo, un mondo che vive solo dentro di noi e dentro uno schermo di un pc, noi due fossimo amanti da sempre e per sempre.
Forse lo siamo stati per davvero in un'altra vita. O forse lo saremo nella prossima.
Ci incontreremo laddove il tempo piega e perde il suo significato, e finalmente potremo bere insieme un drink su una terrazza affacciata sul mare, con la musica che copre i battiti dei nostri cuori.

Nel buio della notte, nel silenzio che tutto circonda, esistiamo solo io e te, solo noi due e niente più.
Ti porgo il bicchiere, bevi tutto di me.






Tango

Dammi la tua mano, corriamo liberi verso il mare. Spegniamo cervello e cellulari per qualche ora, o anche solo per qualche minuto, e rubiamo un tango in riva al mare.
Prendi la mia mano e fammi girare la testa, fammi credere di cadere, ma sii sempre pronto a riprendermi, guardami con occhi di fiamma mentre mi allontani, e poi con dolce violenza stringimi nuovamente a te.
Balliamo, ho voglia di ballare con te.
E ogni volta che la musica si fermerà resterà nell'aria l'eco dei nostri respiri, la luce dei nostri sorrisi.
Dammi la tua mano e fammi ballare.

Questa sarà la nostra colonna sonora

venerdì 5 ottobre 2012

Luna


Magica e dorata la luna stasera
Appare alla mia finestra con la sua luce
Triste come una donna che piange
Tenera come uno sguardo muto
Eterea e irraggiungibile eppur sempre lì
Ombre di nuvole le coprono il volto
Mentre rapita io guardo da qui
Immagini antiche di re e cavalieri
Memorie passate di un'altra età 
Appaiono insieme al suo manto di luce
Nella notte dei tempi riflessa lassù
Come in un diamante senza età 

Ho visto passato presente e di più 
In quella magica luna c'eri tu

♪♫♪♫♪♫♪♫


mercoledì 3 ottobre 2012

Odio le bugie

Odio le bugie, anche le più piccole e innocenti.
Anche quelle dette a "fin di bene".
Anche quelle dette per amore.

Chi ama davvero non mente, al massimo elude.
Chi mente invece delude.

Relazioni virtuali

Quante relazioni nascono, crescono e poi muoiono solo in questo mondo parallelo che è il web? Tantissime... In circa un anno e mezzo in cui ho frequentato un forum, uno di quei posti dove si dovrebbe solo discutere di argomenti ben specifici, ho visto nascere amori, amicizie, inimicizie, nascere e crescere nel web proprio come se fossimo in un luogo pubblico qualsiasi, in una piazza. Il guaio però di queste relazioni è che fanno un percorso totalmente diverso da quelle tradizionali. È come un percorso fatto a ritroso.

In genere nella vita "reale" ci si incontra, ci si guarda, si sente la voce dell'altro, si osservano i suoi modi di fare, di ridere, di parlare, di interagire con il mondo e con la vita, e poi piano piano si entra in confidenza, ci si apre, ci si racconta, ci si innamora.
Nel web il percorso è diverso.
L'illusione che le persone con cui ci scriviamo, spesso nascoste da un alias e da un avatar, non entreranno mai per davvero nelle nostre vite, ci porta ad aprirci maggiormente, a dire cose di noi, a perfetti sconosciuti, che nella realtà non diremmo nemmeno alla mamma o ad una sorella, o al nostro migliore amico.
E spesso questo mettersi a nudo, che da un lato è fortemente terapeutico perché aiuta a tirar fuori quello che si ha dentro, quasi come se si fosse stesi sul lettino di uno psicoterapeuta, ci espone a pericolosi innamoramenti di entità virtuali senza mani né braccia né occhi, che raramente hanno lunga vita se non si passa poi dal virtuale al reale.
Sull'argomento, proprio in questi giorni, ho letto un libro che mi è piaciuto molto.
Ne avevo letto una piccola citazione che mi aveva affascinato: " mi scriva Emmi. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente"
Questa piccola citazione, nella quale ero inciampata online per caso, mi aveva portata a cercarlo.
E così, l'altra sera, mentre ero in libreria in fila per l'acquisto dei testi scolastici per mia figlia, l'ho preso, e l'ho bevuto in un sorso.
Ah, già...non vi ho detto come si chiama il libro in questione.
"Le ho mai raccontato del vento del nord" di Daniel Glattauer, Feltrinelli Editore.



Le Ho Mai Raccontato Del Vento Del Nord? - Di Glattauer DanieUn'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, il romanzo descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?.



Vi riporto qui piccoli stralci tratti da questo libro.


"...Qui ci siamo solo noi due, solo per noi due. Rimarremo in contatto fino a quando uno di noi non resterà a corto di fiato o di voglia. Non credo che sarò io. Buona giornata di primavera, il suo Leo."

"No, Emmi, lei non è una qualunque. Se c'è una che non è una qualunque, quella è lei. Non per me. Lei è come una seconda voce dentro di me che mi accompagna durante le giornate. Ha trasformato il mio monologo interiore in un dialogo. Arricchisce la mia vita interiore..."

"...Ha mai baciato uno sconosciuto? Sto bevendo un altro sorso di bianco del Friuli. Brindo a noi. Sono già un po' ubriaco. Ma non molto. E adesso è di nuovo il suo turno, Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente. Emmi, Emmi, Emmi."

" Be', me l'ero immaginato un po' diverso il nostro primo rendez-vous a mezzanotte. Leo, ubriaco fradicio! La cosa però ha un certo fascino...."

"...Un consiglio, però: passi all'acqua. O in alternativa, si faccia un bel caffè forte!


50 minuti dopo
R:
Quant'è severa, Emmi. Non sia così severa. Io non voglio il caffè. Io voglio Emmi.
Venga da me. Beviamoci un altro bicchierino di vino. Possiamo bendarci gli occhi, come nel film. Com'era il titolo?, mi lasci pensare. Mi piacerebbe così tanto baciarla. Che m'importa dell'aspetto? Mi sono innamorato delle sue parole. Mi scriva quello che vuole. Sia pure severa. Mi piace tutto. A dire il vero, lei non è per niente severa. Se lo impone, vuole solo sembrare più forte di quello che è. Marlene non beve una goccia di alcol. Marlene è una donna molto sobria, ma affascinante, lo dice chiunque la conosca. Stava insieme a un pilota, uno spagnolo. Ma è già finito tutto. Dice che per lei c'è un solo uomo, io. Sa che le dico? È una bugia. Io non esisto più per lei. Separarsi fa tanto male. Non voglio più separarmi da Marlene. A mamma lei piaceva. Mia madre è morta, era infelice. Me l'ero immaginato molto diverso. Qualcosa di me è morto con lei. Lo sento solo ora che è morta. Mia madre non si è occupata granché di me, solo della mia sorellina. E mio padre se ne è andato in Canada, portandosi con sé mio fratello maggiore. In qualche modo io sono scivolato nel mezzo. Mi hanno ignorato. Ero un bambino tranquillo. Posso mostrarle le foto. Le vuole vedere? A Carnevale mi vestivo sempre da Buster Keaton. Mi piacciono gli eroi dei film muti, tristi e spassosi, che fanno le smorfie. Venga da me, ci beviamo un altro bicchiere alla nostra e guardiamo le foto del Carnevale. Peccato che sia sposata. No, meglio così, che è sposata. Tradisce suo marito, Emmi? Non lo faccia. Fa male quando ti tradiscono. Io sono già un filo ubriaco, ma la mente è ancora lucida. Marlene una
volta mi ha tradito. Diciamo che io so di una volta. Marlene: la guardi e capisci che è una che tradisce. Emmi, adesso la smetto. Le do un bacio. E un altro ancora. E ancora uno. E un altro. Non mi importa chi sia lei. Ho nostalgia della vicinanza di qualcuno. Non voglio più pensare a mia madre. Non voglio pensare a Marlene.
Voglio baciare Emmi. Sono un po' ubriaco, mi scusi. Adesso la smetto. Poi vado a letto. Bacio della buonanotte. Peccato che sia sposata. Credo che staremmo bene insieme. Emmi. Emmi. Emmi. Mi piace scrivere Emmi. Un colpetto del medio sinistro, due dell'indice destro, e uno del medio destro due file più su. EMMI. Potrei scrivere Emmi mille volte. Scrivere Emmi è come baciare Emmi. Andiamo a letto, Emmi.


Il mattino dopo
Oggetto: Salve
Salve Leo, è tornato sulla Terra? Baci e abbracci dalla sua Emmi.

Due ore e mezza dopo
RE:
È ancora lì che pensa a come spiegare a se stesso e soprattutto A ME le sue e-mail notturne?... Non è necessario, Leo. Quello che senza volere mi ha scritto era bello, che dico?, bellissimo. Dovrebbe ubriacarsi più spesso, così si trasforma in un vero sentimentale, molto spontaneo e senza tanti fronzoli, tenerissimo, a tratti persino impetuoso e passionale. Le si addice perdere il controllo! E che onore tutti quei baci!
Quindi, mi scriva di nuovo!!! Muoio anche dalla curiosità di sapere come sta. Senza alcol fatica come un disperato solo per non essere quel Leo che, da ubriaco, viene fuori da sé. Speriamo che non abbia vomitato."


.......


"Oggetto: Mi manca Leo!
Salve Leo, sono io. Lo so, non c'è, è in pausa da se stesso. Come si fa? Anch'io vorrei esserne capace. Ho urgente bisogno di una pausa da me stessa. Invece sono qui a logorarmi alle prese con me stessa. Leo, devo confessarle una cosa. O meglio, naturalmente non devo, e non va nemmeno bene che lo faccia, ma mi preme farlo, tutto qui. Leo: al momento non sono per niente felice. E sa perché? (Presumo che non voglia saperlo, ma non ha scelta, mi dispiace.) Non sono felice perché... lei non c'è. Per essere felice ho bisogno delle e-mail di Leo. Per essere felice mi mancano le e-mail di Leo. Per mia sfortuna, le e-mail che avevo la fortuna di ricevere mi mancano davvero tanto. E da quando conosco la sua voce, mi mancano tre volte di
più.
Ho trascorso la serata di ieri e parte della notte insieme a Mia. È stato un bell'incontro, il primo dopo tanti anni. E vuol sapere perché? (Molto meschino, lo so, ma ascolti con attenzione.) L'incontro è stato bello perché finalmente io ero infelice. Mia dice che, in fondo, non ero diversa dal solito, è solo che stavolta l'ho ammesso, con me stessa e anche con lei. Me ne è grata. Un po' triste, no? Mia sostiene che, in un modo bizzarro, ovvero per iscritto, io mi sia innamorata di lei, Leo. Ritiene che al momento io non possa, per così dire, vivere senza di lei, non felicemente almeno. E dice che riesce persino a comprendermi. Non è orribile? Al tempo stesso, Leo, in fondo io amo mio marito. Sinceramente. L'ho scelto, lui e i suoi figli, lui e i miei figli. Ho voluto questa famiglia e nessun'altra, fino a oggi. All'epoca le circostanze erano tragiche, rimando il racconto a un'altra volta. (Ha notato che parlo spontaneamente della mia famiglia...) Bernhard non mi ha mai deluso, e mai lo farebbe. Mai, mai, mai! Mi lascia libera, esaudisce ogni mio desiderio. È un uomo talmente colto, altruista, calmo, simpatico. È chiaro che con il tempo la routine diventa soffocante. È tutto ripetitivo, non ci sono sorprese. Ci si conosce a menadito, non ci sono più segreti. "Magari il tuo è solo bisogno di mistero. Magari ti sei innamorata di un eccitante mistero," dice Mia. "Che devo fare?" rispondo io: "Di punto in bianco non posso trasformare Bernhard in un eccitante mistero". Leo, che ne pensa: posso trasformare Bernhard in un eccitante mistero? Si possono trasformare otto anni di vita familiare in un eccitante mistero? Ah Leo, Leo, Leo. In questo momento tutto sembra così difficile. Sono di pessimo umore. Mi mancano gli stimoli. Mi manca la voglia. Mi manca... il solo e unico Leo.
Non so a cosa porterà tutto ciò. Non voglio proprio saperlo. Non mi importa. L'importante è che lei mi scriva presto. Per favore, si sbrighi con quella sua pausa-da-se-stesso. Voglio bere ancora vino insieme a lei. Voglio che lei voglia di nuovo baciarmi (non è sgrammaticata, no?). Non ho bisogno di baci veri. Ho bisogno di colui che, in certe situazioni, aveva così tanta urgenza di baciarmi da non poter far altro che scrivermelo. Ho bisogno di Leo. Mi sento così sola con la bottiglia di whisky. Ne ho bevuto talmente tanto, Leo. Si vede? Chissà come sarebbe la vita insieme a Leo? Per quanto tempo continuerebbe la sua urgenza di baciarmi?
Settimane, mesi, anni, per sempre? Lo so, non dovrei pensarci. Sono felicemente sposata. Ma al tempo stesso sono infelice. Credo che sia una contraddizione. Leo, la contraddizione è lei. Grazie di avermi ascoltato. Bevo un altro whisky. Buona notte, Leo, mi manca tantissimo.
La bacerei persino a occhi chiusi. Sì, lo farei. Su due piedi.

Due giorni dopo
Oggetto: Nemmeno una parola
Trenta gradi e nemmeno una parola dall'uomo-in-pausa-da-se-stesso. Lo so, l'e-mail dell'altroieri era ai limiti dello strazio. Ho preteso troppo da lei, Leo? Mi creda, è tutta colpa del whisky. Mia e del whisky. Mia, perché nascondo qualcosa dentro di me. Del whisky, perché lo ha fatto uscire fuori. Trepidante di desiderio, Emmi.

Il giorno dopo
Nessun oggetto
Vento da sud... e ciononostante continuo a rivoltarmi nel letto. Un'unica lettera dell'alfabeto da parte di Leo e mi addormenterei all'istante. Buona notte, mio caro inpausa-da-se- stesso.

Due giorni dopo
Oggetto: La mia ultima e-mail
Nessuna replica alla mia ultima e-mail! Leo, quello che sta facendo è davvero spietato! Per favore la smetta, mi fa patire le pene dell'inferno. Le concedo tutto, fuorché il silenzio.

Il giorno dopo
Oggetto: Replica
Cara Emmi, mi ci sono volute solo un paio di ore per impormi una decisione che mi cambierà la vita. Ma mi ci sono voluti nove giorni per comunicare a lei le conseguenze. Emmi, tra qualche settimana mi trasferirò per almeno un paio di anni a Boston. Dirigerò un gruppo di ricerca all'università. Il lavoro è estremamente
allettante, dal punto di vista sia scientifico, sia economico. La mia situazione mi permette di scegliere liberamente. Non ho molto cui dover rinunciare, qui.
Evidentemente, è destino della nostra famiglia cambiare continente una volta nella vita. Sentirò la mancanza di qualche caro amico. Sentirò la mancanza di mia sorella Adrienne. E sentirò la mancanza di Emmi. Sì, sentirò soprattutto la sua mancanza.
Ho preso anche un'altra decisione. Sembra così dura che mi tremano le dita, adesso che devo comunicargliela per iscritto, subito dopo i due punti: Metto fine al nostro rapporto via e-mail. Emmi, devo togliermela dalla testa. Lei non può continuare a essere il primo e l'ultimo pensiero della giornata per il resto della vita. Non è sano. Lei è "già impegnata", ha una famiglia, dei doveri, delle sfide, delle responsabilità. È
molto affezionata a suo marito, siete felici nel vostro mondo, me lo ha fatto intendere chiaramente. (Basta un cocktail ad alto tasso di whisky e desiderio, come è successo nella sua ultima lunga e-mail, per crearsi a parole uno stato d'animo d'infelicità, stato d'animo che però svanisce al massimo al risveglio il giorno dopo.) Sono convinto che suo marito la ama, come si può amare una moglie dopo così tanti anni di vita insieme. Secondo me, quello che le manca è solo un pizzico di avventura extraconiugale all'interno della sua mente, un velo di trucco per la sua pallida quotidianità affettiva . Ecco l'origine dei suoi sentimenti per me. Ecco la base della nostra relazione di parole. Presumibilmente, a lungo andare per lei sarà fonte di confusione molto più che di arricchimento. Veniamo a me: Emmi, io ho 36 anni (ecco, adesso lo sa). Non ho intenzione di passare la vita insieme a una donna a mia disposizione solo dentro una casella di posta. Boston mi offre la possibilità di ricominciare daccapo. D'un tratto mi è tornata la voglia di conoscere una donna nella maniera più tradizionale possibile: prima la vedo, poi sento la sua voce, poi il suo odore, poi forse la bacio. E più avanti, capiterà che le mandi un'e-mail. Il percorso inverso, quello che abbiamo fatto noi, era ed è incredibilmente eccitante, ma non porta a nulla. Devo sciogliere il mio blocco mentale. Per mesi, ho visto Emmi in ogni donna che incrociavo per strada. Nessuna però poteva competere con quella vera, nessuna poteva farle concorrenza, perché quella reale era al riparo da qualunque pubblico, separata dalla società, isolata, era tutta per me nel mio computer. Lì andava a prendermi al lavoro. Lì mi aspettava prima, dopo, al posto della colazione. Lì mi augurava la buona notte al termine di una lunga serata insieme. È capitato abbastanza spesso che si trattenesse con me fino alle prime luci dell'alba, nella mia stanza, nel mio letto, si infilasse di nascosto sotto le coperte, accanto a me. Eppure è rimasta sempre irraggiungibile, inafferrabile. Le sue immagini erano così delicate e fragili che non avrebbero retto al mio sguardo concreto senza formare crepe e incrinature. Avevo l'impressione che questa Emmi artefatta fosse di filigrana, tanto che se l'avessi sfiorata anche solo una volta si sarebbe accartocciata. Il suo corpo non era nient'altro che l'aria fra i tasti delle lettere con cui giorno dopo giorno la plasmavo a parole. Un soffio... e sarebbe sparita. Sì, Emmi, per quel che mi riguarda è finita: chiuderò la casella di posta, soffierò sulla tastiera, abbasserò lo schermo del computer. Mi congederò da lei. Suo Leo.

Il giorno dopo
Oggetto: Sarebbe un addio?
Era la sua ultima e-mail? Non è possibile! Con la presente, non credo più nell'ultima e-mail. Leo, ehilà! Se vuole svignarsela, non le chiedo certo una prodezza comica. Ma che significa questa farsa a metà fra il tragico e l'amaro? Che razza di congedo sarebbe? Come devo immaginare che sia la sua faccia mentre soffia con aria melodrammatica sulla tastiera? Ok, d'accordo, ultimamente mi sono un po' lasciata andare. Ho anche già cominciato a straparlare. È capitato che la mia indole, di per sé un peso mosca, sia diventata un sacco di cemento. Sì, mi sono portata dietro la nostra maxi-casella di posta elettronica. Mi sono un po' innamorata di Mister Anonimo, è vero. Nessuno di noi due è veramente riuscito a togliersi l'altro dalla testa, perciò non incolpiamoci a vicenda. Ma non vedo che motivo c'è di trasformarci in un Tristano e
Isotta virtuali. Se vuole partire per Boston, parta per Boston. Se vuole smettere di scrivermi e-mail,
smetta di scrivermi e-mail. Ma non smetta in questo modo!!! A livello di scrittura come di emozioni, non è all'altezza del suo stile e della mia dignità, amico mio. Soffiare sui tasti, suvvia Leeeo! Quant'è kitsch! Devo pensare: "È così che il tizio ha parlato tutto il tempo?". Per cortesia, mi dimostri che quella che mi ha mandato non era la sua ultima e-mail. Come conclusione vorrei qualcosa di positivo, di sorprendente, un'uscita in grande stile, un bell'effetto finale. Per esempio, dica: "E, per concludere, propongo di incontrarci!". - Almeno sarebbe un finale divertente. (Ecco, e adesso, se permette, mi ritiro a piangere.)

Cinque ore dopo
R:
Cara Emmi, e per concludere, propongo di incontrarci!

Cinque minuti dopo
RE:
Sta scherzando?"


E non finisce di certo qui....



P.S. del 19 ottobre 2012

Ringraziando la gentile segnalazione di un lettore, ora potremo anche conoscere il seguito di questa storia."La settima onda"- Daniel Glattauer. Recensione


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Chi è Manuela Rossa

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Manuela Rossa è un personaggio di fantasia, una sorta di "alter ego" di una donna che ha scoperto il potere dell'immaginazione e della scrittura per raccontarsi innanzitutto a sé stessa. I suoi scritti sono frutto di fantasia e non attingono che in modo marginale alla vita reale.

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