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martedì 26 giugno 2012

Il mio prossimo sogno

il mio prossimo sogno è questo -----> Il sogno americano








Chi viene con me?

Ho sempre sognato di tornare nel Grand Canyon, e di tornarci in sella ad una moto, sentire il vento caldo del deserto entrarmi nella pelle, la strada scorrere veloce dietro di me, le sagome delle rocce rosse delinearsi nuovamente davanti ai miei occhi, la musica country sulla quale ballare facendo rumore con i miei stivali sulle assi di legno di qualche saloon, e la sensazione di essere piccola piccola su questa magnifica terra.

Questo è uno dei miei sogni sospesi, quelli che ti porti dentro per tanti anni pensando di non realizzarlo mai.

Ma nella vita mai dire mai....


Ci sono posti che...

Ci sono posti al mondo che, per loro stessa natura, fanno sognare....
Posti in cui il cielo e la terra si sposano, con la magia del mare e dei profumi a fare da contorno.
Ci sono posti in cui gli animi si predispongono alla poesia, alla meditazione, alla gioia silenziosa.
Ci sono posti in cui anche solo i riflessi del mare sembrano scintillii di luna e di fiamma, di oro vivo acceso negli occhi di chi guarda.
Ci sono posti che ti fanno innamorare della vita e di quello che la vita può darti, indipendentemente da chi deciderà di viverla accanto a te, o lontano da te.
Ci sono posti che bastano da soli a riconciliarti col mondo.

Uno di questi posti è Sorrento.

Seduta su una panchina a guardare il sole morire nel mare, la mia mano stringeva le sue dita forti, quasi a non volerlo far scappare via. 
Sentivo il calore del suo abbraccio accanto a me, il suo profumo ormai sfumato nella nota di coda, dal sapore dolce amaro, e in silenzio gli dissi tutto ciò che c'era da sapere. Solo con gli occhi. Solo con le emozioni che stavamo vivendo insieme.
Una musica lontana ci riportava ad altri tempi, ad altri amori vissuti qui, ad altri addii e altri incontri.
L'amore è sempre uguale e sempre diverso, e ogni volta che entra nella nostra vita lascia un marchio indelebile, come una cartolina dai colori che non sbiadiscono col tempo, neanche se bagnati da una lacrima. 
Ogni amore vissuto, vive in eterno.

















Qui dove il mare luccica e tira forte il vento 
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento 
un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto 
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto. 

Te voglio bene assaje 
ma tanto, tanto bene sai 
è una catena ormai 
che scioglie il sangue dint'e vene sai. 

Vide le luci in mezzo al mare 
pensò alle notti là in America 
ma erano solo le lampare e la bianca scia di un'elica 

sentì il dolore nella musica, si alzò dal pianoforte 
ma quando vide la luna uscire da una nuvola 
gli sembrò più dolce anche la morte 

guardò negli occhi la ragazza, quegli occhi verdi come il mare 
poi all'improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare. 

Te voglio bene assaje 
ma tanto tanto bene sai 
è una catena ormai 
che scioglie il sangue dint'e vene sai. 

Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso 
che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro 
ma due occhi che ti guardano, così vicini e veri 
ti fan scordare le parole, confondono i pensieri 

così diventa tutto piccolo, anche le notti là in America 
ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica 

ma sì, è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto 
anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto. 

Te voglio bene assaje 
ma tanto tanto bene sai 
è una catena ormai 
che scioglie il sangue dint'e vene sai


venerdì 22 giugno 2012

Nuvole rosa




















Nuvole rosa all'orizzonte,

sembrano sete preziose

che rivestono le anime

vaganti, disperse nel cielo.

Ricordi emozioni speranze

sospese nel vento

incendiate dal cuore,

asciugate da un sorriso,

soffiate via dalla paura.

Nuvole rosa, sparite nel nulla

vi ricorderò come una sera

riflessa nei miei occhi

in cui tutto mi sembrava più bello,

anche una nuvola.





giovedì 21 giugno 2012

Pas de deux

L'aria oggi è immobile come le mie emozioni. Cerco refrigerio in ufficio, chiusa nei miei pensieri e nel mio mutismo, con l'aria condizionata al massimo...
Un po’ di musica e un the freddo mi distraggono dalla noia; scrivo qualcosa al computer, ma c'è ben poco da lavorare in questo periodo e sento un'irrequietezza crescente che mi agita le viscere.
Il trillo del telefono mi fa sobbalzare mentre, intenta a guardare foto improbabili di improbabili panorami artefatti, sono sovrappensiero.
Senza staccare gli occhi dallo schermo in cerca di figure nuove, rispondo distrattamente a quella che sembra solo un'inopportuna interruzione.

-pronto-

Un attimo di silenzio richiama la mia attenzione più di una pronta risposta.
Al di là del cavo un respiro quasi forzato, come a prendere fiato... e poi sento la sua voce.

- Ciao...sono io.......Come stai?-

Il mio cuore si ferma a mezz'aria tra il silenzio e l'esplosione.
Questa non me l'aspettavo, dopo tanto tempo sentire la sua voce mi riporta indietro istantaneamente, quasi come se fossi salita sulla macchina del tempo che tutto cancella e tutto fa rinascere e tutto sana.

   -.......ciao.......be...bene grazie.... Non mi aspettavo questa tua chiamata-

   - sarò sincero, mi meraviglio anche io di averti chiamata, mi ero ripromesso di non entrare più nella tua vita...ma ...é stato più forte di me-

   -...capisco...-

   - dove sei? A lavoro o in giro?-

   - sono in ufficio...e tu?-

   - ecco...vedi ... io ti ho chiamata perché sono qui nella tua città, per lavoro, e mi chiedevo se per caso ti andava di prendere un caffè in ricordo dei vecchi tempi, da buoni amici... –

Da buoni amici....”ma quali amici ... io ti amavo e tu mi hai lasciata. Ti sei arreso, hai avuto paura, non hai voluto amarmi”.

Questo avrei voluto urlargli nel telefono prima di mettere giù con rabbia.

E invece la mia voce, nel tono più indifferente e accondiscendente che avessi mai udito uscire da me stessa, gli ha detto :

- ...mmm...perché no? Dammi il tempo di organizzarmi in ufficio ed esco. Dove ci vediamo?-

Ci accordiamo per vederci dopo mezzora in un bar a poca distanza dal mio ufficio e, appena chiudo la comunicazione, il mio cuore invece di calmarsi e ritrovare il suo abituale ritmo, inizia a pompare sangue con violenza.
Rumoroso e martellante danza nel mio petto come in un rito voodoo.
Mi arrossa il viso e mi accalda e mi fa sudare e mi spezza il fiato...

Non pensavo mi facesse stare così l'idea di incontrarlo di nuovo, è passato tanto tempo ormai.
Eppure l'emozione è la stessa della prima volta, forse anche maggiore.

La prima volta che ci incontrammo la paura e l'imbarazzo la fecero da padrone. Eravamo due impacciati che cercavano il modo di dissimulare quello che si affollava nella mente, e il silenzio si impadronì di me, che normalmente sono una chiacchierona.
Ma ora è diverso. Questa volta saprò che non è un inizio di qualcosa di magico ma è solo un caffè con una persona che ha fatto parte della mia vita in modo intenso.
Dovrò saper tenere a bada l'emozione, mascherare il risentimento, e controllare la voglia di fare l'amore con lui rimasta a metà gola come un boccone troppo grosso da ingoiare.
Riuscirò ad essere una donna controllata? I miei occhi mi tradiranno? Le mie mani tremanti e inquiete parleranno al posto mio? Come farò a mantenere un contegno per salvaguardare la mia stessa dignità?

Non avrei dovuto accettare. Sono sempre la solita scema.
Ma ormai la frittata è fatta.

Mi do una rinfrescata nel bagno del mio ufficio, mi lavo i denti nonostante lo abbia già fatto subito dopo pranzo, mi sistemo trucco e capelli e lascio praticamente l'ufficio in balia di un'incompetente, ma la verità è che ho una voglia matta di guardarlo ancora una volta negli occhi.

Guido veloce, con i finestrini aperti e l’aria condizionata accesa. Nell'abitacolo ci saranno almeno 45 gradi...”proprio al sole dovevo parcheggiare? Porca miseria, ci vuole un altro po’ di deodorante, sono di nuovo tutta accaldata e sudata”.
Sento i capelli appiccicarsi sulla fronte e sul collo e i miei tentativi di asciugarli con la ventola dell'aria condizionata al massimo sono inutili.

Sono entrata praticamente in uno stato di autocombustione da eccitazione.

Lo vedo da lontano, sul marciapiede, che mi aspetta....”uffa, è ancora più bello di come me lo ricordavo”.

Parcheggio in modo perfetto nell'unico spazio minuscolo disponibile, e questo mi dà un pizzico di soddisfazione mentre sento i suoi occhi scavarmi dentro, anche attraverso gli occhiali da sole e i vetri leggermente oscurati della mia auto, e quando apro la portiera, i suoi sguardi salgono come una carezza dalla caviglia fino alle ginocchia e ancora più su... Mi porge la mano per aiutarmi ad uscire e a richiudere la portiera, e poi mi bacia sulla guancia, da buon amico. Solo che il suo profumo...il suo odore mi ha sempre fatto chiudere gli occhi in preda all’estasi …
_________________________________________


Fin qui è il racconto di come è iniziato realmente il nostro incontro.

Poi subentra la fantasia:


Il suo bacio, così vicino al collo da darmi i brividi, è un bacio lento, morbido.
Indugia con la mano sul mio fianco e il naso tra i miei capelli, ma siamo per strada e non possiamo andare oltre, così entriamo nel bar, con la sua mano ancora appoggiata alla mia schiena in un gesto protettivo.

Ci accomodiamo ai tavolini nella saletta interna, lontani da occhi indiscreti e possibili incontri sgraditi, e mentre consumiamo le nostre bibite il racconto delle nostre rispettive vite negli ultimi mesi, da quando ci siamo lasciati, si limita a poche parole che fondamentalmente riguardano il lavoro.

Nulla è cambiato davvero.

I nostri occhi sembrano non ricordare più quel giorno in cui mi disse addio.
Sono in disaccordo con la scelta fatta per il bene di entrambi e vagano autonomi in cerca gli uni degli altri, in una sorta di ribellione alla razionalità.
I nostri occhi si parlano ancora allo stesso modo di allora, e il tempo trascorso sembra improvvisamente annullato.
Anzi, la sensazione, ora che siamo uno di fronte all’altra, è di essere tornati a casa dopo un lungo viaggio.
E’ tutto come prima, immobile e immutato, ma ora ci sembra più bello.
 
Allunghiamo entrambi la mano verso il portatovaglioli sul tavolino e le nostre mani si scontrano, si sfiorano, si intrecciano all’istante … 
 
Non parliamo più, sentiamo solo il battito dell’anima che martella e chiede perché siamo arrivati a questo.
La sua mano, ancora intrecciata alla mia, mi attira a lui.
E questa volta sono le nostre lingue ad incontrarsi. 
 
Abbiamo fame e sete di noi, siamo orfani d’amore che ritrovano la propria casa, l’uno tra le braccia dell’altro.

- Non lasciamoci più, ti prego, non lo facciamo più – le nostre voci parlano all’unisono.
E mentre mi bacia, mentre lo bacio, mi sciolgo in un pianto di gioia ed emozione.

Paga il conto e mi prende per mano, in preda alla voglia di fare l’amore.

Questa volta non so dove andremo, ma in fondo non mi importa dove, l’importante è che ci andrò con lui.

 

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Fin qui ho descritto come avrei voluto che avvenisse questo incontro, ora invece vi descrivo come è andato realmente:


Il suo bacio, che ho cercato di allungare un po’ tenendogli la mano nella mia, mentre ci salutavamo, è stato un bacio formale e quasi timoroso di essere eccessivo e travisato. Mi invita ad accomodarci all’interno del bar, ordiniamo da bere, mi chiede di me, di come sto, se il mio rapporto con mio marito è migliorato, di come stanno le mie figlie, e poi, quando tocca a me chiedergli di lui, mi arriva un secchio di acqua gelata addosso.

- Vedi ... è anche per questo che volevo incontrarti, volevo essere io il primo a dirtelo. Mi sarebbe dispiaciuto se lo avessi saputo da altri.
...
Io ho lasciato mia moglie, e ora vivo con un’altra donna.
Aspettiamo un bambino. -











Il mio silenzio gli parla più di quanto riesca a fare io.
Il sorso di the mi si blocca a metà gola, come un boccone troppo amaro da ingoiare.

Non ho più sete.

Non ho più voce.

Non ho più niente.


- Sono felice per te. Davvero, se sei felice sono felice per te.
Ora scusami, ma ho lasciato da sola la collega, devo proprio andare.
Mi ha fatto piacere vederti, sai … Tanti auguri di nuovo.




Mi alzo, gli regalo un ultimo sorriso, mi giro e vado via con un nodo in gola.



domenica 17 giugno 2012

Un week end speciale


La strada silenziosa si snodava tortuosa tra gli alberi, arrotolandosi su se stessa come un nero serpente che si nasconda furtivo alla vista del mondo. Pierre guidava piano nella penombra della sera primaverile appena iniziata, tenendo per mano Lorenza, sedutagli affianco, le dita intrecciate tra loro come in un unico e prezioso, indissolubile ricamo. Finalmente erano riusciti a concedersi un weekend lontano dalla città, in un piccolo castello in collina che si ergeva in un territorio immerso nella tranquillità delle campagne umbre. Si guardavano in silenzio, con un sorriso dipinto sul volto che raccontava, meglio di qualunque discorso, la loro gioia e il loro desiderio di respirarsi più da vicino. 
Avevano aspettato a lungo prima di riuscire ad organizzare questa partenza, bloccati ogni volta da qualche inconveniente, che fosse lavorativo o familiare. Ma ora erano riusciti finalmente a chiudere dietro di loro la porta delle rispettive vite e a farsi questo piccolo regalo, una partenza dal sapore di una fuga. Non avevano bisogno di altro che di pace, silenzio, natura e ... un letto per amarsi.
Giunti ormai a sera inoltrata nel piccolo castello arroccato sulla collina al di sopra del bosco, gestito da un'anziana coppia di inglesi trasferiti in Italia da una decina di anni in cerca di una vita diversa, decisero che avrebbero cenato lì, senza uscire in cerca di un romantico ristorantino, come inizialmente prospettato. 
Sistemato alla buona il piccolo bagaglio, scesero subito in sala, sempre tenendosi per mano, e si accomodarono ad un piccolo tavolo tondo sistemato proprio di fianco al caminetto che, nonostante fosse ormai fine marzo, era acceso e scoppiettante.
Seduti uno di fronte all'altra si tenevano per mano, quasi avendo timore di sciogliere un incantesimo qualora si fossero staccati, e iniziarono a raccontarsi degli ultimi giorni trascorsi lontano l'uno dall'altra, e parlando così da vicino, tra una risata e uno sguardo malizioso, il tempo volava veloce come il vento. Risero come due bimbi complici di qualche marachella, bevvero dell'ottimo " Sagrantino di Montefalco" d'annata, scelto da Pierre per accompagnare una cena preparata con cura, brindarono alla loro felicità, e poi, riscaldati dal fuoco, dal vino e dai loro stessi animi incendiati dall'amore, corsero a rifugiarsi nella loro suite.

Osservarono così per la prima volta senza fretta la bellissima camera arredata con mobili antichi e tessuti broccati. Il letto antico a baldacchino troneggiava al centro della grande camera, in cima alla piccola torre, con i soffitti alti a croce, velato da tre strati di tende svolazzanti in chiffon dai colori ambrati, e vestito di lenzuola di seta e raso. Pierre aveva scelto il meglio quando aveva deciso di prenotare la suite, ed era veramente molto suggestiva. Si aveva l'impressione di tornare indietro nel tempo, al 1500, anno in cui il castello era stato costruito e abitato dalla famiglia Oderisi, da secoli dominante in quel territorio.

Era riuscito anche a far scivolare una cospicua mancia tra le mani del cameriere in modo che, durante la cena, mandasse qualcuno in camera ad accendere candele e fiaccole e a distribuire petali di fiori sul letto. 
Aveva voglia di stupirla, di leggere la meraviglia e la gioia nei suoi occhi, di farla sentire importante almeno quanto lo era per lui. Avrebbe fatto di tutto per poter vedere luccicare i suoi grandi occhi verdi. 
Da quando si erano conosciuti ogni giorno era una scoperta, ogni gesto quotidiano, ogni incombenza, se affrontata con lei o per lei, perdeva all'istante il suo carico. 
Non gli era mai capitato prima di innamorarsi in modo così profondo, nonostante avesse ormai superato la trentina. La freschezza e la trasparenza di Lorenza lo lasciavano ogni volta incantato. Era una ragazza dalla solarità contagiosa, affrontava ogni cosa con l'entusiasmo di un bambino che veda per la prima volta il mare, o la neve candida che scende silenziosa e magica. Lei riusciva a trasferire agli altri un pizzico di questa sua gioia di vivere e Pierre era cambiato da quando era con lei. Si sentiva più forte, più sicuro, e soprattutto aveva dimenticato le sofferenze del passato.

La guardava di sottecchi in attesa di godere del suo sorriso nell'attimo della sorpresa, e quando la vide, riflessa nello specchio, illuminata dalla luce calda delle candele, l'istinto di avvicinarsi a lei e baciarla da dietro sulla spalla fu più forte della sua precedente risoluzione di non toccarla finché non gli si fosse gettata al collo con il suo solito entusiasmo.
Lorenza restava a bocca aperta e senza parole, come incantata da quell'aria magica che aleggiava tra loro.
Si girò verso di lui che aveva ancora le mani appoggiate sui suoi fianchi, e gli si gettò al collo.
Il loro bacio dolce, intenso, morbido e sensuale, fu un momento senza tempo e senza luogo, e fu solo il preludio di quella che sarebbe stata una notte da non dimenticare....


venerdì 15 giugno 2012

mercoledì 13 giugno 2012

La cravatta

Come sei bello oggi, elegante e dall'aria impegnata.

-Dove vai? Lascia perdere il lavoro...stai almeno altri cinque minuti con me, solo cinque minuti, e poi ti lascerò andare...Ho voglia di baciarti-

E quando ci baciamo il mondo intorno non esiste più...
Mi diverto a passarti le mani tra i capelli e scombinarli un po', anche se sono troppo corti per sottostare alle mie torture e subirne qualche effetto.
Ti allento la cravatta, anche se hai perso un sacco di tempo a fare il nodo, e mi stringo al tuo collo per baciarti. Si, ho proprio voglia di farti fare tardi oggi. Le nostre lingue si incontrano e si cercano, danzano insieme felici e ci regalano brividi e altre voglie.
Prima ti osservavo pigra dal caldo tepore delle lenzuola fingendo di dormire ancora, mentre tu eri già quasi pronto e scattante di primo mattino. Solo la tua cravatta era mia alleata, ti ha tenuto qui davanti allo specchio per un lungo tempo e mi ha concesso la visione del tuo corpo, delle tue gambe lunghe e affusolate le cui forme si intravedono attraverso la stoffa leggera dell'abito, del tuo sedere sodo, e delle tue spalle forti nella camicia azzurra come i tuoi occhi.
Sei bello, di una bellezza che mozza il fiato. Soprattutto quando sei così concentrato a cercare di fare il nodo in modo perfetto, con quella piccola piegolina al centro.
Ogni volta che ti guardo sorrido...e sono felice. E ogni volta che sento le tue parole lo sono ancora di più.
Ma ora non voglio che tu vada via. Non subito.
Ed è per questo che, dispettosa, ti ho allentato la cravatta.
E ti ho stretto a me, carezzandoti i capelli mentre ti baciavo. So che non puoi resistere neanche tu...e che quando mi baci il mondo si ferma.
Per me è fermo ora, ed è perfetto così.
-Torna a letto con me...-
Ti sfilo la cravatta, la getto dall'altro lato del letto in gesto di sfida, e so che non sarà per recuperare la cravatta che farai tardi stamattina....


sabato 9 giugno 2012

Mille volte

Mille volte ti ho guardato, mille volte ti ho sognato e mille ancora ti ho voluto.
Eri solo un'ombra senza nome, solo un viaggio della mente, eppure....
mi sei entrato dentro gli occhi  come un raggio di sole che improvviso fa capolino tra le nuvole e ti abbaglia, ti riscalda e ti fa venire voglia di chiudere gli occhi per lasciarsi andare ad un abbraccio.

Mille volte e ancora mille ho aperto gli occhi con forza e guardato in faccia la realtà, voltando le spalle al sole, e mille volte e ancora mille poi mi sono riscoperta a barare con me stessa pur di poterti avere ancora con me.

Mi hai donato, senza mai chiedere nulla in cambio, i tuoi sogni e i tuoi desideri, i tuoi pensieri e le tue nuvole, ed io ti ho letto, immaginato, "sentito". 
Ho pensato con la tua testa e guardato con i tuoi occhi, mangiato con la tua bocca e sentito il tuo silenzio, ho volato nel tuo cielo e ho fumato le tue sigarette, ho bevuto i tuoi ricordi e guardato al tuo futuro. Ho sognato le tue stelle.
Solo per conoscerti un po' di più, solo per sapere che ci sei davvero.

Quando metto in moto la ragione so perfettamente che non devo continuare, ma le mie mani vanno da sole sulla tastiera come mani di un pianista che suoni una magica melodia senza tempo, che vive di vita propria, e i miei occhi vagabondi ti cercano al  buio, anche ora che so che non ci sei.


Luce verde del mattino che sorride e sogna insieme a me, ti auguro buon viaggio nella vita. 
Sono sicura che farai grandi cose, che riuscirai in tutto ciò che vorrai davvero. 
E mille volte e ancora mille io sarò qui ad aspettarti.





Il viaggio verso l'ignoto


E' l'alba ed è tutto pronto per la fuga ormai, lo zaino pieno di poche indispensabili cose: qualche maglietta, una felpa, dell'intimo, un jeans e lo spazzolino. Materassino, sacco a pelo, berretto e pile per la notte.
Mi sento come quando a 14 anni avevo sempre uno zaino pieno, nascosto nell'armadio, ed ero pronta a fuggire in giro per il mondo...a cercare l'avventura o semplicemente la mia autonomia.
Mi batte forte il cuore, sono emozionata e forse un po' spaventata dalla mia stessa follia, e anche questa volta sarà una fuga di cui nessuno sa né immagina.
Prendo il mio Dainese dall'armadio e mi accorgo che è un po' impolverato da tanto tempo che non lo uso, indosso le scarpe da trekking, gli occhiali da sole, prendo il casco e vado via.
Chiudo, lentamente e con il cuore in gola, dietro le spalle la porta di casa mia, quella che ormai non sento più come casa, come guscio protettivo, ma solo come gabbia, come contenitore di lavoro e solitudine.
Sul tavolo della cucina solitaria resta una lettera....una lettera in cui spiego che il mio andare via mi servirà per voler poi tornare.....




L'aria frizzante del mattino mi inonda fino nell'anima dandomi forza e serenità. Tra qualche ora ti incontrerò: potrò finalmente guardarti negli occhi, quelli che ancora non mi hai mostrato, se non nella mia fantasia, quelli che possono parlarmi di te più di mille parole.
Tra un po' potrò toccare le tue mani, i tuoi capelli, la tua pelle.
Sentire il tuo profumo. Il tuo calore. Il tuo sapore.
Sento già il gusto un po' amaro e familiare della nicotina inondarmi, e già so che come nicotina mi darai dipendenza.

Siamo simili anche se diversi, io e te.
Amanti della natura e della bellezza del mondo.
Due anime in cerca di emozioni.
Tu le cerchi in sella alla tua moto o tra le tue montagne, io invece finora le ho cercate solo nella mia fantasia, nelle parole e nelle immagini, spesso seduta in riva al mare.
Voglio provare per una volta ad unire l'acqua e la roccia, il caldo e il freddo, il fuoco e il ghiaccio, a realizzare un sogno solo mio.
Voglio provare a vivere per qualche giorno la follia di non pensare a nulla se non a me stessa....e a te.

Vado in aeroporto decisa a farti una sorpresa, decisa a trovarti dovunque tu sia, e prendo il primo aereo per Milano, unico punto di partenza, unica cosa che so per certo faccia parte di te e del tuo passato.
Quando sarò in città ti scriverò e ti dirò di andare sotto l'albero dai grandi rami larghi come le braccia di una madre, vicino al laghetto nel Parco Sempione, dove troverai una sorpresa, e lì io ti aspetterò.
Nell'attesa mi stenderò sul prato ad osservare gli uccelli che volano, i fiori, i grandi rami larghi come le braccia di una madre, l'acqua ferma e immobile che nasconde il guizzo di piccolissimi pesciolini, dimenticando di essere in una città che corre sempre, sempre in affanno.
Ti aspetterò seduta sulla riva di questo piccolo specchio d'acqua con la schiena appoggiata al mio zaino, e quando finalmente arriverai, ti sentirò anche senza voltarmi.
Sentirò i tuoi occhi accarezzarmi le spalle, i tuoi passi impazienti calcare lentamente la distanza che ancora ci divide, sentirò le tue mani appoggiarsi piano sui miei capelli e poi potrò voltarmi...


Ci doneremo un'emozione vera oggi. L'emozione di guardarci per la prima volta negli occhi, non sapendo quasi nulla eppur tutto ciò che c'è da sapere l'uno dell'altra.
E' quasi un appartenersi senza parole, senza voce, senza tempo.

Sarà la prima volta che ci vedremo per davvero, non in fotografia o solo nell'immaginazione, e sarà la prima volta che sentiremo le nostre voci incontrarsi.
Già lo so, saremo entrambi impacciati e imbarazzati, ma felici.
Quando le emozioni sono forti già solo scrivendosi, i nostri cuori potranno esplodere di gioia una volta insieme

Mi prenderai per mano e mi porterai dovunque tu vorrai.
Abbiamo tutto il mondo per noi stanotte.
Per cullarci e guardarci, per amarci e capire che è tutto vero, terribilmente, magicamente, fantasticamente vero.
Ci addormenteremo stretti l'uno all'altro, sentendoci sicuri e protetti, amati, pieni.
Ma riusciremo a dormire?.....



I sogni sono aquiloni


I sogni sono sospesi a mezz'aria tra cielo e terra come aquiloni. A volte sfuggono di mano, a volte cadono giù rovinosamente, a volte continuano a volare imperterriti sopra le nostre teste, colorati, luminosi, ma restano sempre attaccati ad un filo.
Meno male che ci son gli angeli a raccogliere i fili dei sogni perduti ...

venerdì 8 giugno 2012

Il sapore di un addio


Il caldo di giugno imperlava le nostre fronti, eppure stava scendendo il gelo tra noi. Lampante come un flash la verità mi balzava agli occhi prima ancora che alle orecchie. 


Io contavo i peli della sua barba, guardandone tutte le sfumature dal nero al rosso, e poi c'era un pelino biondo...o forse era bianco? proprio lì sulla guancia sinistra, intruso in quell'arcobaleno di colori bruciati. Bevevo ogni particolare del suo viso che sapevo non avrei mai più rivisto, viso che ogni volta riesce a meravigliarmi per quanto cambi in foto. È molto più bello da vicino, e non è stato facile non distrarsi dal discorso di noi due che non eravamo fatti l'uno per l'altra e che non voleva illudermi. E poi c'era quel piccolo puntino rosso sulla tempia appena nascosto tra i capelli, all'attaccatura, che mi riportava sempre a guardarlo per raccoglierne i dettagli. Cercavo così di alleggerire il peso delle sue parole. Lui parlava e spiegava perché non mi voleva più...e io intanto immaginavo altre scene ben più dolci. 
Nel film girato nella mia mente durante notti insonni e albe precoci, avremmo parlato, chiarito gli equivoci, magari ci saremmo anche detti addio...ma lui mi avrebbe presa improvvisamente per i capelli incapace di resistere alla voglia di baciarmi e farmi sua...almeno una volta, anche se fosse stata l'unica, l'ultima. Mi avrebbe mangiata con le mani gli occhi e la bocca, mi avrebbe spogliata toccata accarezzata amata guardata cullata stretta zittita riguardata desiderata tranquillizzata e baciata ancora e ancora. E ogni dissapore si sarebbe dissolto nel miele di un incontro rubato, atteso, desiderato, costruito pericolosamente apposta per poterlo incontrare.
Perché nulla contava più del fatto di essere finalmente insieme. 



Ma era solo un sogno, un film, un desiderio.
La realtà è stata ben diversa dalle parole spese a mano larga finora. La realtà è che i sentimenti provati da entrambi sono stati vissuti in modo diverso. La verità è che lui mi piace così com'è, che non mi sognerei di volerlo cambiare per adattarlo a me. Ma non è lo stesso per lui. Io così come sono non gli piaccio.


Spaventa sempre una persona che vive intensamente ciò che prova, nel bene e nel male, ma non so essere diversa da così. E non mi bastano le belle parole ricamate e intessute d'oro e d'argento, passione travolgente e fremiti di un batter di ciglia o di ali.
Alle parole devono seguire i fatti.
E i fatti oggi sono stati chiarissimi. Lui non mi vuole.

Quando poi tutto è chiaro...il cuore smette di battere, si iberna in un silenzio che sa di amaro in gola. Il nodo stringe e fa male, e a nulla serve sapere che ora starà leggendo queste parole, perchè le parole non cambieranno il passato recente. Non mi riporteranno in quella macchina in cui gli ho chiesto un bacio ... solo un bacio... Non me lo faranno comparire davanti domani mattina anche solo per guardarmi ancora una volta. Non gli inietteranno il mio odore sotto pelle... Perché le parole restano solo parole se ad esse non sappiamo dare vita. 

E in amore per dare vita a un sogno bisogna essere in due.



Canto nel vento


E non trovo le parole   ♪♫♪
per cantare il sapore   ♫♪
di quest'attimo di gioia   ♪♫♪
che mi è entrato nella pelle  ♫♪

Voglio stare qui a cantare   ♪♫♪
come un'angelo innocente  ♫♪
come un'ombra d'altri tempi  ♪♫♪
come un canto sconosciuto ♫♪

E le note che ora canto  ♪♫♪
sono scritte dentro me ♫♪♫
le conosci e le raccogli  ♪♫♪
come brina su una foglia  ♪♫

Senti la mia voce ora   ♪♫♪
sussurrarti ciò che vuoi  ♫♪♫
quello che hai sognato sempre  ♪♫♪
ogni notte    ♪♫


E' tutto strano ed invisibile  ♪♫♪
ma accarezza l'anima  ♪♫♪
come una piuma lieve  ♫♪
che solletica le emozioni  ♪♫♪

e riscalda il mio sorriso   ♪♫♪
come il sole del mattino    ♫♪
in un giorno di un'estate    ♪♫♪
che è appena incominciata   ♪♫

....

Sento musiche e parole   ♪♫♪
aleggiare nell'aria e     ♫♪
immagini volare come   ♪♫♪
piccole farfalle colorate     ♫♪


sento il tuo sorriso    ♪♫♪
come il dono più prezioso   ♫♪
e stavolta è solo per me    ♪♫♪
e il mio è per te    ♫♪

Un sorriso atteso  ♪♫♫
a lungo ormai    ♫♪
che sale agli occhi   ♪♫♪
come una lacrima di gioia   ♫♪


Senti la mia voce ora   ♪♫♪
sussurrarti ciò che vuoi  ♫♪♫
quello che hai sognato sempre  ♪♫♪


ogni notte   ♫ ♪♫

♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪♫♪

E scusate, ma mi è venuta voglia di cantare :-)

Come un'onda sulla battigia


Ero immersa nella mia vita di tutti i giorni, appena rientrata da una grande città grigia che ancora non avevo visitato, se non velocemente molti anni fa.

Ero appena ritornata alla mia grigia e malinconica routine di tutti i giorni, tutti uguali, con le solite parole e le solite canzoni.
Ero appena rientrata nel mio mondo virtuale che ormai giace in silenzio da un po'... quando una sorpresa mi ha riscaldato il cuore.
Leggere le parole scritte per me, assaporare tutta la dolcezza e la malinconia di una persona, sentire il suo amore per il mare, che è anche il mio, mi ha riempito il cuore di una gioia sottile e fragrante.
Come il rumore di un'onda sulla battigia.
Come un arcobaleno in un giorno di pioggia.
Non ho più bende insanguinate davanti agli occhi, ora riesco a guardare oltre e a godere dei colori.
E in quei colori tenui, delicati e fragili, che non sono i miei, mi specchio come in un lago di montagna.
Bello, lontano, magico.
Queste parole sono per te che leggi.
Ora lo so che mi leggi ancora.

Sogni


Eterea come una visione passeggio nei viali oscuri della tua fantasia, volteggio leggera e ti avvolgo nel mio sorriso. E' lì che ti incontro ogni notte.

Anche stanotte sarai mio, tra le mie braccia e dentro la mia pelle.


Solo lì, dove esistiamo solo io e te, possiamo essere come vogliamo, persi nelle nostre fantastiche illusioni.

Non c'è bisogno di parole tra noi perché le nostre anime si parlano ormai nella lingua muta dell'amore.

I nostri occhi si scambiano musiche e poesie mai scritte prima e le nostre mani si incontrano volando come foglie cadute dallo stesso albero.

Vieni da me amore, stringimi ancora una volta, prendi ciò che è ormai tuo.
Prendimi almeno qui, dove non esiste tempo né distanza né giusto né sbagliato.
Scivola lento sul mio corpo accaldato e portami su quel giaciglio di stelle che la notte ci ha regalato. Il tepore dei tuoi baci mi rassicurerà e mi farà sentire tua.
Asciuga le mie lacrime e assaggia il mio sapore, che già sa di te, in questa infinita notte d'amore, che è ormai nostra.
Entra nei miei intimi segreti che solo tu conosci e fammi vibrare come la corda di un violino. Amami con il corpo e con la mente e con il cuore, come solo tu puoi fare.


Niente sarà più come prima.

Immagini che volano in alto ci porteranno via da tutto il resto.

Chiudi gli occhi e sorridi, sono con te anche adesso che non ci sono.

Ora e per sempre insieme.

Leggera e silenziosa donna arresa al dio

Amore.

Tua e immobile, quasi non respiro

In attesa di domani...

Anche se non ci sarà

Mai un domani...

Ormai.













"I look into the mirror I see my self

I'm over me




I need space for my desires

have to dive into my fantasies

I'll know as soon as I'll arrive

everything is possible

cause no one has to hide

beyond the invisible




close your eyes just feel and realize

it is real and not a dream

I'm in you and you're in me

it is time to break the chains of life

if you follow you will see

what's beyond reality"

Uva


Sono la tua uva, prendimi...

Ho aspettato a lungo che allungassi la tua mano verso me, qui al sole. ...

Succhia l'anima dai miei chicchi, prendi tutta la dolcezza che è in me, e con cura e passione fa che io possa trasformarmi nel tuo vino pregiato.

Mangiami, bevimi, tienimi nella tua mano, ed io ti inebrierò con il mio nettare...




E' per te


Le vedi le mie braccia ondulare nel vento e i capelli fluttuare leggeri, mentre danzo guardandomi intorno?
La senti la mia voce cantare ogni giorno canzoni lontane come fruscio di seta?
Lo senti il mio respiro affannoso riscaldare l'aria rarefatta di questo luogo?
Le mie mani ora scivolano lente lungo i miei fianchi che ondeggiano....
...te le presto...

Le guardo muoversi animate di vita propria e mi sembra di riconoscere la tua mano sinistra sulla mia ad accompagnare i movimenti...scendere piano dove prima c'eri tu, mentre gli occhi si riversano all'indietro....
Non sono le mie mani a darmi piacere, sono le tue....
Lo senti il mio profumo sulle tue mani ora?

Se sono ancora qui a denudarmi tra la folla e a danzare solitaria come in un rito voodoo, è solo per mostrarmi ai tuoi occhi.
Per donarmi a te.
Tra i mille occhi che mi scrutano silenziosi e le mille mani che si allungano verso me,
sono i tuoi occhi che cerco, sono le tue mani.

Ogni cosa che faccio è per te....

Lettera ad un amore mai nato


Non cercare di parlarmi con parole che non senti solo per farmi credere ad una magia.
Non dirmi parole d'amore sussurrate piano all'orecchio quando ancora non hai sperimentato la totale mancanza d'aria per la mia assenza, ma lascia che sia la tua pelle a raccontare. 

Lascia che il tuo odore mi urli che mi vuoi come l'ultimo goccio d'acqua in un giorno assolato. Come un alito di vento quando non respiri.
Fa che i tuoi occhi possano parlarmi senza parole, solo riempiendosi di me.
Fa che le tue orecchie siano sorde a tutto ciò che non sia la mia voce tremante nell'attimo del piacere.

Vorrei poter entrare di soppiatto nella tua vita di tutti i giorni e scoprirti ad annusare il mio profumo nella tazza del caffè, a cercare le mie mani nelle mani della gente.
Vorrei vedere la mia immagine riflessa nei tuoi occhi persi nel vuoto e sentire il mio nome echeggiare nelle stanze delle tue giornate.


Fammi sentire l'unica musica che vuoi ascoltare, l'unica pelle che vuoi accarezzare, l'unico respiro che vuoi respirare.
Non dirmi Ti amo solo per avermi, dimmi Ti amo perché mi vuoi davvero.

Sorprendimi, spiazzami, e d'improvviso fatti trovare con aria ingenua ed innocente, appoggiato al muro del mio palazzo a leggere un finto giornale, aspettando il mio arrivo.
Anche solo per godere di un mio sguardo.


Fa che io senta la tua mancanza nel momento esatto in cui mi sento asfissiata dalla tua presenza.
Lascia la tua voce a cullarmi piano nei giorni in cui son triste.

Lascia scivolare i tuoi sguardi come carezze a percorrermi lentamente, lascia che le tue mani stringano con forza le mie per non lasciarmi andare.


Cercami, amami, scavami dentro, bevi la vita dalle mie mani chiuse a coppa.
E sarò tua.

Entro in camera da letto...


Entro piano, a piedi scalzi, con le scarpe in mano tutte bagnate.
Tu mi osservi da lontano in silenzio. Segui tutti i miei movimenti senza mai avvicinarti.
Mi segui come un'ombra silenziosa, ma già lo so cosa vuoi da me...
Lascio cadere i miei indumenti con distrazione e tu sei già lì, pronto a respirare il mio profumo.
Avvicini il naso al mio reggiseno, li per terra come un oggetto dimenticato ma che per te ha un potere magico. Mi annusi senza farti vedere, per carpire strani odori non miei, ma non ne trovi, e così socchiudi gli occhi aspettando che mi tolga il resto... Eccomi, sono pronta. Ti basta solo una mia occhiata per capire che puoi...sali sul letto con me e la tua sporgenza umida è già sul mio viso...


Adoro il mio Gatto quando vuole le coccole sul lettone....



Amore


Un giorno ha bussato alla mia porta, in un giorno come tanti altri giorni, in un giorno in cui il sole era giallo e il cielo era sempre sopra le nostre teste, ed io non aspettavo nessuno....

Ma quel giorno, chissà perchè, distrattamente gli ho aperto la mia porta, e lui l'ha spalancata con violenza facendo entrare un vento insolito che ha agitato le fronde dei miei pensieri, e scosso le fondamenta delle mie emozioni.

In quell'istante lungo una vita, il sole ha iniziato a brillare più del solito, e il cielo è diventato un mantello di velluto sulle mie spalle nude, e tutto mi è sembrato diverso, perchè diversi erano gli occhi con cui guardavo il mondo...

E da quel giorno, senza poter far nulla, tutto è cambiato, ed io, inerme e indifesa, che avrei voluto che nulla cambiasse....

Ma quando bussa alla tua porta e tu lo lasci entrare....nulla è più come prima.



Stanotte ti ho sognato


Quando stamattina è suonata la sveglia, come una sirena nel buio, l'ho spenta in fretta e ho richiuso gli occhi nella speranza di fermare nella mente, almeno là, quelle immagini in cui tu eri ancora con me.
Venivi a prendermi a casa di mia madre, come se gli ultimi 20 anni non fossero mai passati, come se fossimo ancora quei ragazzini che escono al pomeriggio per andare a fare una passeggiata mano nella mano. 
Mentre io finivo di prepararmi, sempre in ritardo come al mio solito, tu ti intrattenevi con mio cognato e mia sorella a ridere e chiacchierare, prima di prendermi  per mano e uscire. Poi quel rumore molesto ha interrotto il sogno ma ho cercato, ad occhi chiusi, di aggrapparmi alle pareti della mia mente per non farlo svanire come fumo nell'aria, come spesso accade al risveglio, quando i sogni perdono improvvisamente spessore e vanno via, così come erano arrivati. Ti volevo fermare ancora lì, accanto a me, mano nella mano. 
La consapevolezza che fosse solo un sogno mi ha resa profondamente triste, e ho riscoperto amaramente la voglia di viverti, di averti ancora nella mia vita, indipendentemente dal sesso e dal rapporto che c'è stato tra noi.
Mi sono resa conto che sei sempre dentro di me, come una presenza silente ma costante, che ogni tanto, senza preavviso, fa capolino nelle mie giornate e mi dà uno spintone emozionale così forte da farmi barcollare.
Eppure sono mesi ormai che non ci vediamo, che non ci sentiamo, che non abbiamo più nessun tipo di rapporto, neanche solo virtuale. Perché emergi dalle acque profonde quando non ti aspetto più?
Hai scavato una tana nel mio intimo, ti ci sei appollaiato come un gatto nascosto alla vista del mondo intero, ma ogni tanto le tue unghie mi graffiano piano e mi risvegliano dal silenzio. 
Le sento sotto pelle come una carezza dolorosa che solo io avverto.
Ancora adesso mentre scrivo cerco di ricacciare indietro quelle piccole pozze liquide dietro le palpebre che vorrebbero annegarmi. Non ha senso questa nostalgia, non ora che siamo grandi e con cinque figli, tra i tuoi e i miei, e nessuna voglia di cambiare le nostre vite e quelle di chi ci accompagna da anni ormai. 
Non ha senso neanche ora che siamo consapevoli di volerci, di avere un'affinità che nessuno può toglierci, ma di esserci giocati male le nostre carte, di aver lasciato andare via il treno molti anni fa, e ora è troppo tardi.
Ma soprattutto non ha senso perché so che questa tana profonda io non l'ho scavata dentro di te, e non riesco a graffiarti nella notte entrando nei tuoi sogni. Riesco a solleticare la tua pelle, con la voglia di sentirmi tua ancora una volta, ma non riesco a scendere sotto la tua pelle. Non riesco a comparire improvvisa davanti ai tuoi occhi persi nel vuoto.


Vorrei poterti avere accanto almeno come amico, quell'amico di cui mi sono innamorata e che ancora cerco negli occhi di tutti gli altri uomini. 
Ogni giorno, ogni istante, anche inconsapevolmente, io ti cerco in ogni sguardo, in ogni amicizia, in ogni gioco erotico che mi concedo con gli altri. Ti cerco nel web nascosto sotto un nickname di fantasia, o nelle parole che leggo dedicate a me.
Cerco te in ogni lato buio e nascosto del mio io, in ogni emozione costruita ad arte per riprovare le emozioni vissute con te, quando di nascosto ci incontravamo ed avevamo fretta di sentirci l'uno dentro l'altra.
Quando entravi dentro me, restando fermo ad abbracciarmi occhi negli occhi, avrei voluto fermare il tempo.
Mi sentivo come un esule tornato finalmente a casa quando ero tra le tue braccia.


Ho sofferto nel perderti, ma ti ringrazio del dono che mi hai fatto: mi hai fatto riscoprire l'amore a 40 anni, mi hai fatta sentire viva, bella, amabile, desiderabile, e felice.
Si, felice. Sono stata felice con te, e anche se ora non stiamo più insieme, ne è valsa la pena.
Ti ho amato, ho amato l'uomo che sei, con tutti i tuoi difetti e tutti i tuoi pregi. Ti ho desiderato come nessuno mai.
Ti ho desiderato talmente tanto da non riuscire a credere di averti realmente tra le braccia. Da non sentirmi all'altezza della situazione.
Da non sentirmi in grado di renderti felice. 
E se oggi sono cambiata e mi amo di più è anche grazie a te.
Se oggi sono qui, a scrivere e immaginare, a perdermi nelle mie fantasie, è forse solo per te.




Non ti dimenticherò mai.
R







Voglio un tuo bacio


Voglio sentire il il tuo naso tra i capelli mentre mi annusi il collo.
Le tue mani dietro la nuca che mi accarezzano piano mentre le lingue si cercano e le bocche si incollano.
Sentire i tuoi morsetti sul labbro inferiore, i succhiotti, i sospiri, il tuo sapore, le nostre dita intrecciate, i nostri corpi eccitati.
Nascosti in un vicolo, stretti al muro, come due ragazzini che si nascondono per non farsi vedere da nessuno.
...

E all'improvviso


E all'improvviso ti vedo arrivare,
vedo i tuoi occhi apparire nel tutto,
e cercano me.
Ora tutto cambia.
La tua pelle mi è arrivata giù in fondo all'ultimo angolo nascosto dei sensi,
risvegliando sopiti ricordi e nuove emozioni.
                          
Benvenuto dentro di me.
Benvenuto nei miei pensieri e nei miei desideri.

A mia figlia

Fa freddo stasera, finalmente sento il Natale nell'aria, nella luce frizzante e umida che avvolge i lampioni creando un alone luminescente, quasi magico.
Torno a casa di corsa tutta infreddolita, mi spoglio del cappotto e della sciarpa, scrollo la neve dai capelli e mi appoggio con la schiena al termosifone a guardare il mio albero di natale.
E' sempre emozionante per me restare a guardare in silenzio le lucine tremolanti, mi trasportano sul filo della fantasia e dei ricordi e puntualmente mi siedo sul divano rannicchiata come una bimba, con le ginocchia abbracciate e il mento appoggiato su di esse.
Anche quest'anno non ci sei amore mio, anche questo anno il Natale sarà una festa a metà, non ci saranno né pannolini da cambiare né cotolette da friggere né letterine di Babbo Natale da appendere all'albero, né giocattoli sparsi sul tappeto che ti facciano brillare gli occhi.
Ormai sei cresciuta, sei una piccola donna, sei andata via per studiare all'estero, per crescere e prendere finalmente il volo.

Mi manchi, sai, e mi manca la mamma che ero, quando tu eri qui con me, quando ancora piccina ci bastava uno sguardo per essere complici, quando il mio mondo eri tu e io galleggiavo leggera nei tuoi sorrisi dopo giornate di lavoro stancante e notti insonni.
Mi bastava guardarti per rinascere ogni giorno.

Questi anni sono volati, dal primo momento in cui ti ho stretta tra le mie braccia a proteggerti e i tuoi piccoli occhi, appena aperti sul mondo, già cercavano me, al primo giorno di scuola, al primo rasoio a scoprire la tua vanità, ai tuoi primi amori, alla tua partenza.

Sei una donna ormai, e quest'anno voglio farti un regalo.
Voglio rinascere ancora una volta per te, figlia mia.
Anche se mi sento pesante come un elefante, proverò a riscoprire la donna che è in me, per anni nascosta dietro un grembiule e un ferro da stiro, per poterti donare una mamma nuova, una mamma che non ha paura di restare sola e che non ti carica di responsabilità e preoccupazioni.
Voglio finalmente ritornare a vivere, e lo farò per me stessa, ma anche per te.

A giugno quando tornerai a casa per le vacanze, troverai una donna diversa, un'amica alla quale guardare con serenità, e non una mamma alla quale pensare con nostalgia e sensi di colpa.

Mi alzo dal divano con una luce diversa negli occhi, vado in bagno e mi guardo riflessa allo specchio.
Sono una donna, non solo una mamma. Me lo ripeto quasi come a volermene convincere.
Prendo il cellulare e inizio a comporre un numero di telefono.
Le dita prendono tempo, indecise se continuare oppure no a fare il numero di quell'uomo che ho conosciuto qualche mese fa, in palestra, e al quale non ho mai dato l'opportunità di corteggiarmi per davvero.

-Ciao, Stefano, sono Rossy come stai?

-Ciao Rossy che piacevole sorpresa!

-è sempre valido l'invito per un aperitivo?

-certo che è valido l'invito, e direi che ne hai impiegato di tempo, ma sono felice che tu finalmente abbia accettato

-Allora passo a prenderti io appena esci da lavoro

Prendo il rasoio elettrico, lo stesso che usasti tu la prima volta per raderti le gambe di nascosto, e mi rado con cura laddove non mi ero mai rasata. Indosso un paio di calze autoreggenti, un tubino nero a coprire le mie rotondità, le mie scarpe nuove decolletè con tacco 10. Mi raccolgo i capelli sulla nuca in un piccolo chignon morbido, mi metto un po di trucco che faccia risaltare i miei occhi neri, stendo un velo di rossetto.
Una goccia di profumo dietro i lobi delle orecchie, nelle pieghe dei gomiti e tra i seni morbidi completano il momento magico di trasformazione.
Curo ogni dettaglio, senza esagerare e senza lesinare.
Sono ancora una bella donna, non più giovanissima, ma ancora piacente.
Stasera taglierò il cordone ombelicale che mi tiene legata alla mia figura di mamma, e mi concederò una serata con un uomo. Sul tappeto non stenderò più giocattoli per te, ma musica e candele accese per me.

Come uno scoglio battuto dal mare, voglio finalmente aprire le braccia e sentire le onde di emozioni che mi bagnano, e mi avvolgono e mi sommergono.
Ferma come scoglio resto in questo mare che è la vita, per te, ma non voglio più restare sola.



lunedì 4 giugno 2012

In treno

Oggi devo partire per lavoro. Impegni improvvisi e improrogabili mi hanno presentato questa trasferta più come un'occasione che come una seccatura....
Salgo in treno con il mio trolley carico di emozioni e fremiti...La tua città, è quella la mia meta... ed è la prima volta, dopo molti anni, che viaggio senza la mia famiglia. E' strano ritrovarmi di fronte alla possibilità di rendere reale quello che finora è stato solo un gioco di fantasia, qualcosa relegato solo nel mio intimo e nel mio pc... e io non so se sono pronta... In fondo non ci conosciamo davvero, tra noi c'è solo un po' di gioco erotico virtuale, dolce compagnia nelle ore di solitudine e qualche foto, ma non ho mai sentito la tua voce e le sue inflessioni, nè ho guardato davvero i tuoi occhi, se non in qualche foto. Ho paura, si ho paura e sono allo stesso tempo eccitata. Intanto le ore passano veloci sui miei pensieri, i treni oggi sono velocissimi, e in men che non si dica sono arrivata in stazione. Non ti ho detto a che ora sarei arrivata per poter prendere tempo, per sistemarmi in albergo prima di incontrarci. Dopo con calma ti scrivero' una mail per metterci d'accordo. Scendo dal treno e mi avvio verso l'uscita, in cerca della stazione dei taxy; mi guardo intorno in questa città per me nuova e sconosciuta, cerco di orientarmi.....quando improvvisamente sento una mano appoggiarsi sulla mia, ancora stretta al manico del trolley, e una voce calda chiedermi piano: ha bisogno di un taxy? Mi giro di scatto e resto a bocca aperta, incapace di parlare. I tuoi occhi, quelli che ho visto solo in foto, ora mi sorridono e mi guardano e mi spogliano e mi mandano lampi di gioia e brividi lungo la schiena....

-Coma hai fatto? Non ti avevo detto a che ora sarei arrivata, non....ma....io....-
Non mi dai il tempo di riprendermi che la tua mano si poggia tra i miei capelli e mi attira dolcemente verso di te, verso un bacio dolcissimo e finora solo immaginato. Le farfalle allo stomaco, si, quella stupenda sensazione che ferma il tempo e amplifica il battito del cuore, mi avvolge con il tuo abbraccio. Non so quanto tempo sia durato questo nostro bacio, ma ora ti stringo la mano e ti seguiro' dovunque tu vorrai portarmi stasera. Sono tua.


Il caffè

In silenzio, a piedi scalzi, entro in camera... tu dormi ancora.
La luce dell'alba filtra dalle fessure della tapparella aperta a metà.
Ti guardo mentre dormi, chissà che stai sognando mentre abbracci il cuscino e hai una specie di sorriso abbozzato sul viso; sembri un bambino lo sai?
Non ho il coraggio di svegliarti, lascio che lo faccia l'odore del caffè. Avvicino la tazza al letto e ci soffio pian piano dentro, in modo da farti arrivare l'odore del caffè fumante dritto al cervello...
Funziona. Apri gli occhi, mi vedi, mi guardi, mi sorridi, e mi dici
BUONGIORNO AMORE...

Mi fai venire voglia di baciarti quando ti si illumina così il viso guardandomi, anche se ho gli occhi ancora gonfi di sonno, i capelli scombinati, un residuo di trucco mal tolto, e un'aria da casalinga disperata.
Nei tuoi occhi c'è tutto l'amore che hai sempre provato per me. Fin dal primo giorno.
Fin da quando il mio ex ci aveva presentati.
Sembra ieri.....ti guardai, mentre ti stringevo la mano, e mi innamorai in silenzio dei tuoi occhi....della luce buona e dolce che emanavano.

Ogni donna desidera specchiarsi negli occhi del proprio uomo e vedersi bella, desiderabile, unica.
Tu mi fai sentire così amore mio. Unica.


Da "Il caffè di Mela Rossa"
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Chi è Manuela Rossa

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Manuela Rossa è un personaggio di fantasia, una sorta di "alter ego" di una donna che ha scoperto il potere dell'immaginazione e della scrittura per raccontarsi innanzitutto a sé stessa. I suoi scritti sono frutto di fantasia e non attingono che in modo marginale alla vita reale.

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