
mentre con il tovagliolo cercavo di asciugare almeno in parte tutto quel liquido giallastro che aveva irrimediabilmente impregnato i tessuti.
- non si preoccupi, è solo un po' di succo di frutta, in lavanderia sistemeranno tutto in breve tempo-
e intanto mi regalò un sorriso di quelli da mozzare il fiato.
Alzai lo sguardo, ancora imbarazzata e rossa per la vergogna, mentre gli altri partecipanti al convegno, che man mano stavano arrivando, mi osservavano con un ghigno cattivo che solo chi gode delle disgrazie altrui sa dipingersi in volto, e incontrai i suoi occhi.
e intanto mi regalò un sorriso di quelli da mozzare il fiato.
Alzai lo sguardo, ancora imbarazzata e rossa per la vergogna, mentre gli altri partecipanti al convegno, che man mano stavano arrivando, mi osservavano con un ghigno cattivo che solo chi gode delle disgrazie altrui sa dipingersi in volto, e incontrai i suoi occhi.
Mi si bloccò il fiato in gola.
Erano occhi profondi, intensi, fermi e decisi, ma un po' tristi e allo stesso tempo dolci.
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Non avevo mai provato sensazioni così contrastanti nel guardare per la prima volta una persona a me sconosciuta e provare la sensazione di aver capito la sua essenza solo da uno sguardo, quasi come se ci conoscessimo già da tempi remoti.
La mia mano era ancora appoggiata sul suo petto a cercare di ripulirlo, e mi vidi come in una scena al rallentatore alzare lo sguardo per rispondere alle sue parole cortesi, fermarmi con la mano a sentire il contatto con il suo corpo e rimanere con la bocca socchiusa in un'espressione da ebete.
Ci sono persone che emanano una luce, una sorta di magia, di aura, che entra in contatto con la tua sfera emotiva mandando a gambe all'aria la capacità di razionalizzare, e che porta tutto ad un livello più profondo, quasi subconscio, come se le anime si parlassero senza bisogno di parole. Lui era una di quelle persone.
- io insisto....posso almeno occuparmi della lavanderia? è il minimo che possa fare dopo averle rovinato la camicia poco prima dell'inizio del convegno, e ora per colpa mia farà tardi -
- non si preoccupi, il convegno senza di me non inizierà. Permetta che mi presenti: sono Mario Mancini, il nuovo team manager, e lei?-
- oh...bene...allora sono fritta...mi chiamo Rossella Di Moggio e ho appena innaffiato il nuovo team manager con il mio succo di frutta. Merito una punizione esemplare: Sing sing o Alcatraz?-
insieme alla battuta di spirito, gli porsi la mano e un sorriso col naso arricciato che voleva sdrammatizzare la situazione, ma che in fondo era drammatica solo per me.
Lui sembrava totalmente sereno e indifferente al fatto che avesse la camicia tutta bagnata.
Mi strinse la mano e il sorriso che seguì alle mie parole gli illuminò ulteriormente lo sguardo, chiaro e limpido.
- oh...bene...allora sono fritta...mi chiamo Rossella Di Moggio e ho appena innaffiato il nuovo team manager con il mio succo di frutta. Merito una punizione esemplare: Sing sing o Alcatraz?-
insieme alla battuta di spirito, gli porsi la mano e un sorriso col naso arricciato che voleva sdrammatizzare la situazione, ma che in fondo era drammatica solo per me.
Lui sembrava totalmente sereno e indifferente al fatto che avesse la camicia tutta bagnata.
Mi strinse la mano e il sorriso che seguì alle mie parole gli illuminò ulteriormente lo sguardo, chiaro e limpido.
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Prossimo appuntamento domani 04/07/2012 alle ore 10.00
E che sarà mai una camicia maculata di fronte agli occhi imbarazzati della giovane manager con le sue mani appoggiate sul suo petto?
RispondiEliminaAnzi, secondo me avrebbe voluto imbrattati sia camicia che pantaloni!
:)
Ahi ahi ahi...anche i pantaloni? E poi dovevo continuare il racconto nell'altro blog... ;)
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