Diecimila visualizzazioni di pagina...
Poco fa, leggendo il numero delle visite ricevute, sono rimasta sorpresa di quante persone abbiano letto le mie parole, abbiano visto le immagini che ho associato ad esse, abbiano letto i miei pensieri e i miei voli di fantasia.
Posso solo dire GRAZIE, grazie a tutti voi che per caso o per scelta vi siete fermati qualche volta, o più di qualche volta, in questo luogo senza DOVE, in questo piccolo spazio che contiene una grande parte di me, quella che nascondo ai più, quella che viene fuori solo quando penso ad alta voce sulla tastiera.
Diecimila grazie!
Il piede sull'acceleratore sembrava incollato e, nonostante vedesse avvicinarsi in modo repentino l'auto che la precedeva, non accennava ad alzarlo. Puntava dritto a quel camion che sopraggiungeva in senso opposto.
Il tachimetro indicava una velocità sempre crescente, in modo pauroso, fino a quando qualcosa finalmente la convinse a frenare a pochi centimetri dalla fine.
E' così che nasce un suicidio, pensò. Per caso e senza possibilità di controllo alcuno.
Nasce quando la ragione non va più a braccetto con il corpo, quando due parti di te vanno in direzioni opposte e tu non sai quale seguire. Quando tu vorresti vivere, ma i tuoi piedi corrono incontro ad un treno in corsa, comandati da un altro te, o quando ti sembra così struggente l'idea dell'abbraccio salvifico del mare, da non riuscire più a pensare ad altro finché non ti ci butti. Quando i tuoi occhi guardano la strada e sanno che c'è quella curva, ma i piedi non accennano a frenare né le tue mani a sterzare.
Quando forze opposte combattono dentro e fuori di te e vince quella che ti vuole morto, avulso da tutto e da tutti. Distaccato dalla vita e dai suoi problemi.
Lei ieri voleva morire.
(ancora non ci posso credere di averci provato per davvero, perciò parlo di "lei" e non di "me")
Irrazionalmente ci ha provato con tutte le sue forze, mentre una voce dentro le urlava "ma che fai? frena! non è così che risolveresti i tuoi problemi" e l'altra parte di lei, quella stanca di combattere, quella che non sa più che farsene della sua vita e non vuole più pensare, continuava a pigiare sempre più forte, sempre di più, sull'acceleratore.
"Sembrerà un incidente, nessuno soffrirà perché l'ho voluto io, non lo scopriranno mai, soffriranno solo per la mia mancanza. E quella passa, prima o poi."
Chissà com'è, chissà cosa si prova nell'attimo dello schianto.
Chissà cosa si sente, a parte il dolore nell'attimo prima di morire, se tutto finisce o se invece si passa in un'altra dimensione in cui il tuo passato sulla terra ti resta comunque appiccicato addosso come un sudario per chissà quanto tempo.
E allora sarà stato tutto inutile.
Chissà se ci si vede con gli occhi dello spirito, attorniati dai parenti disperati che accarezzano un corpo senza vita, sul letto di morte, nel tentativo inutile di riportarti alla vita lavandoti le ferite con lacrime cocenti.
Chissà se si sente davvero il loro dolore o se invece si è sollevati da tutto.
Ci sono periodi della vita in cui si ha l'impressione di essere ad un giro di boa, ad un momento di cambiamento irreversibile.
Uno di quei momenti in cui, anche se guardi dietro e vedi la strada percorsa, non puoi fare più nulla per tornare indietro e ripercorrere i tuoi stessi passi perché i ponti col passato sono ormai crollati e non puoi che andare avanti, volente o nolente.
Un momento del genere l'ho vissuto qualche anno fa, quando ho fatto un giro all'inferno e ne sono rimasta affascinata.
Sono scesa per la prima volta agli inferi guardando in alto al Paradiso e questo mi ha fatto sentire viva come non mi sentivo da tempo.
In quel periodo vivevo tutte le emozioni con grande intensità, con la fretta di consumarle e averne ancora, e poi ancora, provando una sorta di bulimia emozionale dettata dalla improvvisa consapevolezza del tempo che passa e che non torna più.
Ho percorso in questi anni il mio personale inferno in lungo e in largo, come una funambola sospesa sul vuoto che ha sempre il timore di cadere tra le fiamme, ma ne ho goduto il calore e ne ho sofferto le bruciature.
Ho leccato ferite e bevuto calici di elisir magici, stretto mani e accarezzato amori, morso dolori e leccato sapori dolcissimi. Ho creduto di vedere il Paradiso nei miei sogni coscienti.
E poi mi sono svegliata.
Ora quell'inferno non mi attira più, so che non mi porterà al Paradiso, so che non ha più alcuna attrattiva per me, e sto tornando sulla strada maestra senza rimpianti.
Sto crescendo (avevo scritto "invecchiando" ma poi l'ho cancellato perché non mi sento ancora vecchia), i miei anni li sento bussare alla mia porta interiore, tutti insieme, inesorabili, a ricordarmi che non sono più una ragazzina e che non c'è possibilità alcuna di fermare il tempo e di vivere ciò che non ho vissuto.
C'è un tempo per ogni cosa, e quando quel tempo va via non c'è modo di recuperarlo.
Non mi manca l'inferno, no.
Non mi manca nemmeno il sogno del Paradiso.
Ora sento solo i miei piedi sulla nuda terra, le mani piene di vento e gli occhi aperti a guardare avanti ma con impressa nella mente l'immagine di chi ho lasciato per sempre dietro di me, gli errori fatti, le emozioni vissute, i rimorsi e i rimpianti, che però non sono più tali. Non sono più funambola sulle fiamme eterne, ho attraversato il mio ponte e sono giunta di là dove tutto è pace e serenità, dove non c'è paradiso ma nemmeno inferno, dove ci sono solo io e la mia vita
Non so perché vengo a scriverlo qua, forse solo perché avevo bisogno di dirlo a me stessa, di parlarmi e di mettere nero su bianco questa mia nuova consapevolezza.
Non so cosa sia realmente accaduto, forse sono solo cambiata io, ma di certo la mia percezione di me e degli altri non è più la stessa.
Il Paradiso è qui tra le mie mani e l'inferno è solo dentro me, si svegliano ogni mattina accanto a me, mi guardano negli occhi ogni giorno.
Ringrazio il cielo per quello che mi ha donato, e lo ringrazio ogni giorno.
Il ronzio delle ventole di raffreddamento dei pc surriscalda il mio cervello.
Lo sento penetrarmi nelle orecchie e segarmi la calma, così come la punta di un coltello taglia la corteccia di un albero seccato dall'inverno.
Lo sento al di sopra del sottile ticchettio delle dita sui tasti, al di sopra del mio stesso respiro in questa stanza vuota.
Oggi sono in ufficio, di sabato. E che sabato!
Fuori da questa bolla di fresco artificiale che ho creato con il climatizzatore a tutta andatura, è arrivato "Ade", l'anticiclone africano che ha reso questa estate finalmente estate, ed è un sabato in cui tutti sono al mare, mentre io sono qui a far l'amore con la mia tastiera, a guardare immagini di posti lontani, mari cristallini, e a sognare, come al mio solito.
Nei miei sogni spesso fa capolino Lui, l'uomo dolce e un po' tormentato che ho sempre sognato di avere accanto da quando l'ho conosciuto.
Sogno le sue dita lunghe e affusolate, seppur forti, porgermi una sigaretta da fumare in due, con le labbra increspate dal sorriso che baciano lo stesso filtro a turno.
Sogno il bosco in cui passeggiare chiacchierando mano nella mano, o ascoltando la natura che ci parla.
Sogno panorami incontaminati di qualche isola da girare in moto, mentre le mie braccia gli cingono il petto, e la sua voce, mai conosciuta eppur familiare, mi sussurra parole di vento e silenzio, racconti di monti e fiumi lontani.
Sogno le mie dita scivolare tra i suoi capelli d'argento a placare nuvole lontane, sulla sua pelle tesa a raccogliere brividi, mentre i nostri occhi fissano rapiti il buio della notte illuminato dalla luna e il giorno nascere tra le nostre braccia, in un tempo senza tempo.
Sogno.... sogno e cerco tracce di lui tra le pieghe dei ricordi, tra le emozioni di una canzone, tra le spire del fumo che sale dalle mie labbra.
Accendo un'altra sigaretta, metto un po' di musica e penso a te.
"Ti cerco nelle zone imprecise dove si vede appena Dove la voce è debole e si sfila Ritornano improvvisi gli occhi Il suono del tuo nome Qualcosa che fa male Sono strade che attraverso fino a te Chissà se mi vedrai E chiudo gli occhi per avvicinarti Strano che non ci sei Strano che non ci sei E spengo tutto per aspettarti Strano che non ci sei Strano che non ci sei Ti cerco nelle zone imprecise Nei calcoli sbagliati Nei giorni sparsi in terra spezzettati Mi sembra di vederti adesso con passo nuovo e leggero e brilli dove tutto è spento Come un sogno ritornato controvento mi ritroverai E scrivo ancora solo per parlarti E’ strano che non ci sei, Strano che non ci sei E chiudo gli occhi e puoi toccarmi E’ strano che non ci sei, Strano che non ci sei Sai, a parlarsi davvero non si riesce quasi mai, chissà come si fa Di quante cose eri parte e centro e penso che non ci sei, Se penso che non ci sei… E’ bello il tempo che è rimasto dentro, ecco perché ci sei, ecco perché"
... e mi sento viva.
Sensazione piacevolissima che non provavo più da tanto tempo, senza necessariamente obnubilarmi la mente con sogni e voli di fantasia.
Invece sono viva, qui, adesso, senza sognare e senza volare.
Sono viva nei miei piedi che nudi solcano la mia terra, nelle mie mani che scivolano sulle rose del mio giardino o che lavorano, nei miei occhi che guardano il mare.
E già tutto questo è un sogno.
Un saluto a chi mi ha sempre letta, a chi si chiedeva che fine avessi fatto, o a chi si imbatte in questo post e in questo blog per caso, solo adesso.
Lo avevo chiuso per un po', mi sembrava quasi di fare un torto a me stessa non scrivendo più, e così avevo deciso di ibernarlo in un volontario isolamento dal mondo del web.
Lo avevo cristallizzato in attesa di questa pace interiore che ora ho finalmente trovato.
E, come scrissi una volta, uno scrittore con l'animo in pace non è uno scrittore.
Non ho molto da scrivere ora, e non mi pesa.
Se un giorno dovessi spiccare nuovamente il volo verso il mondo della fantasia, sarete i primi a saperlo.
Mi manca, e sempre mi mancherà, l'amicizia di una persona speciale per la quale questo blog è cresciuto, ma va bene così, la vita è piena di regali e di sorprese, ma alcuni sono solo in prestito, poi bisogna restituirli alla vita che ce li aveva fatti incontrare. E con il sorriso sulle labbra, sorriso che non mi abbandona mai, mando un abbraccio fortissimo a chi lo vorrà raccogliere.
Inizio a provare strane sensazioni, scrivendo.
Scrivo, scrivo, scrivo, e poi non condivido ciò che scrivo.
Scrivo pagine intere di pensieri forse troppo personali, racconti, poesie, pagine di diario, e poi lascio le mie parole chiuse nel cassetto virtuale delle bozze senza meta.
O peggio ancora, le cancello.
Sono diventata forse gelosa della mia anima, da non volerla rivelare attraverso le parole?
Ne ho regalata troppa a piene mani, senza ricevere altro che finzioni impacchettate in bella carta luccicante?
O mi sono forse graffiata troppe volte scrivendo cose troppo vicine alla mia pelle?
Non lo so, ma so solo che non ho più voglia di condividere nulla di troppo personale.
Non più.
"Degli amori mancati per un soffio non ne parla mai nessuno. Nessuno capisce che non sempre si continua a vivere come prima se pure il proiettile ti schiva e cambia traiettoria, che ciò che ferisce a volte non è mai accaduto, non sempre è il prodotto di una fine.
E' solo troppo difficile da raccontare per essere credibile e così diventa un segreto che muore con te."
Massimo Bisotti
Il mio amore mancato sei tu, uomo invisibile eppur presente.
Non ti ho mai avuto accanto eppure ti ho accolto nell'anima.
Non ho mai sentito la tua voce, eppure ancora mi parli dentro.
Nulla potrà più essere come prima, ora che non ci sei.
Anche ora, che non ci sei mai stato.
Mi manchi pur non avendoti mai avuto.
Le parole che oggi indosso come un abito sgualcito un po' dal tempo
chiuso dentro ad un armadio di ricordi,
sono spente e senza odore.
Sono vuoti di memoria
che ho riempito con la musica,
sono arie di tempesta
che ho rubato alla finestra
sono pagine di un libro non più letto
conservate in un cassetto.
Le parole che oggi indosso
che ho strappato al tempo
restano sospese nell'aria come foglie nel vento
in questo autunno senza fine
Se tu non torni
non tornerà neanche l'estate
e resteremo qui io e mia madre
a guardare la pioggia.
Se tu non torni
non torneranno neanche le rondini
e resteremo qui io e mio padre
a guardare il cielo.
Se tu non torni
non tornerà nemmeno il sole
e resteremo qui io e mio fratello a guardare la terra...
...Che era così bella quando ci correvi
con un profumo d'erba che tu respiravi
era così grande se l'attraversavi e non finiva mai.
Così stanotte voglio una stella a farmi compagnia
che ti serva da lontano ad indicarti la via
così amore amore amore, amore dove sei?
Se non torni non c'è vita nei giorni miei.
Se tu non torni
non torneranno i bei tramonti
e resterò con me a contemplare la sera...
...Che era così bella quando ci correvi
con un profumo d'erba che tu respiravi
era così grande se l'attraversavi e non finiva mai.
Capita a volte di lasciare un saluto ad un amico, un piccolo bacio sul comodino, una parola amica, un sorriso complice. E poi capita che qualcuno possa prendere le tue parole e renderle poesia. Ecco, i semi delle mie parole germogliati e diventati poesia. Grazie Massimo.
Ti cerco in ogni vita non vissuta
in ogni terra non vista
in ogni musica non ascoltata
in ogni silenzio urlato al vento.
Ti cerco in ogni brivido mai avuto
in ogni fremito che non provo
in ogni mare mai solcato
in ogni parola mai pronunciata.
Ti cerco tra le cose messe via
in quegli abiti non indossati
nelle pieghe delle rughe intorno agli occhi
in quel tempo che non ritorna, crudele.
Ti cerco in ogni cosa che non è
perché tu sei
quello che mi manca.
Ma ti troverò
Ancora ogni notte con me
Ti ritroverò nei miei sogni.
Manuela Rossa è un personaggio di fantasia, una sorta di "alter ego" di una donna che ha scoperto il potere dell'immaginazione e della scrittura per raccontarsi innanzitutto a sé stessa. I suoi scritti sono frutto di fantasia e non attingono che in modo marginale alla vita reale.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.
L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.
Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email e saranno immediatamente rimossi.
L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.
UN GESTO SEMPLICE
-
*UN GESTO SEMPLICE*
Ai margini del mondo
nei momenti più bui
un abbraccio universale
trova rifugio.
Nella carezza più bella
ciò che desideriamo davv...
Stretta
-
Spogliandolo di ogni cosa, leccava e accarezzava il suo corpo come volesse
addolcirgli lo sguardo. Lui la stava fissando, guardandola dall'alto, fiero
di...
Adjust contrast of a pdf free
-
Closer to the eye of the shooter, this is because Preview is quite
literally applying a filter to each individual page of the PDF you are
saving. the proce...
غسيل اليدين يكفيك شر المرض
-
*غسيل اليدين يكفيك شر المرض*
*اهمية غسل اليدين تزداد وتتاكد مع مرور الايام خاصة مع فصل الصيف وانتشار
انواع جديدة من العدوى ترتبط جميعها بفيروسات الانفلونز...
Danzando nel blu
-
Lei gli si avvicina, immersa nel blu delle luci della cucina, dopo aver
fatto l'amore, ancora madida di sudore. Lui è lì, davanti ai fornelli, la
avverte...