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sabato 22 settembre 2012

L'animo in pace...



[cit. Francesco Burdin]
[immagine di Scarabottolo]

Piccoli appunti rubati a pagine di facebook...


Si, è proprio così. Se hai l'animo in pace non hai nulla da scrivere.
Se le emozioni, belle o brutte che siano, non ti lacerano e ti avvolgono e ti stravolgono, se non ti tolgono il respiro, non troveranno mai la strada per uscire sotto forma di parole.

Quindi...se un giorno non dovessi più scrivere...almeno mi consolerò pensando che ho "l'animo in pace".

2 commenti:

  1. Quindi...due post in quattro ore... oggi sei un anima in pena?
    :)

    RispondiElimina
  2. hahahaha....questo per me non è "scrivere".
    Questo è tenere le dita sulla tastiera, condividere qualche pensiero, qualche cosina così.
    Quando ho l'animo in pena te ne accorgi. Senti l'emozione a fior di pelle, leggi parole e vedi colori.
    Ti dedico questa poesia di Eduardo De Filippo che si chiama appunto " 'E parole"

    http://www.youtube.com/watch?v=0yGsM0pxzwA


    "Quant’è bello ‘o culore d’e pparole
    e che festa addiventa nu foglietto,
    nu piezzo ‘e carta -
    nu’ importa si è stracciato
    e po’ azzeccato -
    e si è tutto ngialluto
    p’ ‘a vecchiaia,
    che fa?
    che te ne mporta?
    Addeventa na festa
    si ‘e pparole
    ca porta scritte
    so’ state scigliute
    a ssicond’ ‘o culore d’ ‘e pparole.
    Tu liegge
    e vide ‘o blù
    vide ‘o cceleste
    vide ‘o russagno
    ‘o vverde
    ‘o ppavunazzo,
    te vene sotto all’uocchie ll’amaranto
    si chillo c’ha scigliuto
    canusceva
    ‘a faccia
    ‘a voce
    e ll’uocchie ‘e nu tramonto.
    Chillo ca sceglie,
    si nun sceglie buono,
    se mmescano ‘e culore d’ ‘e pparole.
    E che succede?
    Na mmescanfresca
    ‘e migliar’ ‘e parole,
    tutte eguale
    e d’ ‘o stesso culore:
    grigio scuro.
    Nun siente ‘o mare,
    e ‘o mare parla,
    dice.
    Nun parla ‘o cielo,
    e ‘o cielo è pparlatore.
    ‘A funtana nun mena.
    ‘O viento more.
    Si sbatte nu balcone,
    nun ‘o siente.
    ‘O friddo se cunfonne c’ ‘o calore
    e ‘a gente parla cumme fosse muta.
    E chisto è ‘o punto:
    manco nu pittore
    po’ scegliere ‘o culore d’ ‘e pparole."

    Traduzione:
    Quant’è bello il colore delle parole,
    e che festa diventa un foglietto,
    un pezzo di carta -
    non importa se è stracciato
    e poi riattaccato -
    e se è tutto ingiallito
    per la vecchiaia,
    che fa?
    che te ne importa?
    Diventa una festa,
    se le parole
    che porta scritte
    sono state scelte
    secondo il colore delle parole.
    Tu leggi
    E vedi il blu
    Vedi il celeste
    Vedi il rossiccio
    Il verde
    Il paonazzo,
    ti viene sotto gli occhi l’amaranto
    se chi ha scelto
    conosceva
    la faccia
    la voce
    e gli occhi di un tramonto.
    Se chi sceglie,
    non sceglie bene,
    si mischiano i colori delle parole.
    E che succede?
    Una confusione
    di migliaia di parole,
    tutte uguali
    e dello stesso colore:
    grigio scuro.
    Non senti il mare,
    eppure il mare parla,
    dice.
    Non parla il cielo,
    eppure il cielo è parlatore.
    La fontana inaridisce.
    Il vento muore.
    Se sbatte un balcone,
    non lo senti.
    Il freddo si confonde con il calore
    e la gente parla come fosse muta.
    E questo è il problema:
    nemmeno un pittore
    può scegliere il colore delle parole.

    RispondiElimina

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Manuela Rossa è un personaggio di fantasia, una sorta di "alter ego" di una donna che ha scoperto il potere dell'immaginazione e della scrittura per raccontarsi innanzitutto a sé stessa. I suoi scritti sono frutto di fantasia e non attingono che in modo marginale alla vita reale.

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