
"Paradossalmente, non ero innamorata di te. Non lo ero mai stata, perlomeno nel senso che si dà di solito a questo termine. Parlo del desiderio fisico che annebbia la vista e interrompe il respiro al solo guardare la creatura amata, del brivido che ti intirizzisce e ti scioglie al solo sfiorarle una mano, una guancia, sicché tutto in lei diventa unico e insostituibile, perfino l’odore del suo fiato, il sudore della sua pelle, i suoi stessi difetti ti sembrano qualità deliziose: hai bisogno di lei come dell’aria, dell’acqua, del cibo, in tale schiavitù muori di mille morti ma sempre per resuscitare, per esserle schiavo di nuovo. No, neanche sull’incanto della prima notte i sensi avevano avuto influenza, sarebbe stato disonesto dire che la tua passione aveva suscitato la mia, e anche dopo era stato così: negli abbracci forsennati o dolcissimi non era il tuo corpo che cercavo bensì la tua anima, i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, i tuoi sogni, le tue poesie. E forse è vero che quasi mai un amore ha come oggetto un corpo, spesso si sceglie o si accetta una persona per la malia inesplicabile con la quale essa ci investe, o per ciò che essa rappresenta ai nostri occhi, alle nostre convinzioni, alla nostra morale."
(Un uomo, Oriana Fallaci)
Quando regna il silenzio nell'anima, mi affido alle parole già scritte da altre persone, pezzi di vita, stralci di libri, pensieri raccolti nel web, in attesa di ritrovare quel posto nascosto al mondo intero che è la mia fantasia.
....si, anche a me capitano quei momenti. Sono un pò fastidiosi, mi preoccupano a volte. Mi sembra di non sentire battere il cuore, come una morte apparente....Ma poi basta un'emozione inaspettata e ripartono i palpiti...
RispondiEliminaciao cara
Infatti...a volte basta un nulla per riprendere a "sentire", a fantasticare, a guardare le parole prendere forma, come fossero animate da un volere esterno.
Elimina