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sabato 13 ottobre 2012

Vita di una mosca

Sono una mosca e la mia è una vita molto dura. 
Sono uno di quegli insetti che nessuno sopporta e che tutti cercano di cacciare via. Odiata, schifata, bistrattata, anche un po' bruttina, nonostante le stupende ali trasparenti come un velo, additata come "la portatrice di malattie", schiacciata alla prima occasione con un giornale arrotolato o con una paletta forata, o avvelenata con getti mefitici di veleno studiato appositamente per noi. Addirittura una volta mi volevano ammazzare con una paletta cinese che dà la scossa elettrica, ma per fortuna riuscii a sfuggire alla morte. Questi cinesi una ne pensano e cento ne inventano! Quante sorelle e fratelli ho visto morire così, miseramente schiacciate o stordite e poi ammazzate... o attirate con l'inganno in quelle mostruose casette dei balocchi, con le luci azzurre, appese come calde lanterne attraenti, e che invece non sono altro che ...bzzzz... trappole mortali. 
Gli umani sono senza cuore, non capiscono che la nostra è una vita breve, ed è anche una vita di stenti e sacrifici, ed è per questo che "rompiamo le scatole" e svolazziamo in cerca del più piccolo escremento o residuo di cibo, sprezzanti del pericolo. Il nostro tempo è prezioso e lo vogliamo vivere fino in fondo. Se tutto va bene, viviamo al massimo 10 giorni! E in quei dieci giorni arriviamo a depositare fino a 1000 larve dei nostri figlioli, per la continuità della nostra specie. Perché di una cosa non dovete dubitare mai: l'uomo non l'avrà vinta con noi! Siamo piccole ma tenaci e combattive. 
Dovete sapere che abbiamo delle sorelle addestrate appositamente per andare a scoprire gli avamposti nemici e carpire informazioni sulle armi di distruzione "muscolari" che hanno gli uomini. Io da giovane, la settimana scorsa, facevo parte di questo gruppo d'assalto. Ogni volta che andavamo in una casa, noi mosche impiegate in prima linea andavamo a sondare il terreno, a vedere quanti e quali oggetti pericolosi avevano i nostri ospiti (palette, giornali, armi di distruzione chimica come raid, flit, ddt, off, etc.) e poi chiamavamo alle armi anche le altre, appena avevamo un quadro preciso della situazione. "Via libera!"

Ora però che sono vecchia, ho ben 9 giorni e 4 ore, sono in pensione e posso godermi il meritato riposo. Siamo un po' curiose, per essere sincera. Ci piace entrare nelle case della gente, non solo per necessità di sopravvivenza e per trovare riparo e cibo, ma anche per motivi sociali e culturali. Ci divertiamo a stuzzicare gli umani più simpatici e imbranati attaccandoci addosso, o a spiare i gesti quotidiani della gente per poter spettegolare un po'. Non si vive di solo lavoro! 
In questa mia lunga vita ne ho viste di situazioni strane....soprattutto negli ultimi giorni, nel mio periodo di pensionamento, appesa a un soffitto di una camera da letto ho visto una coppia di umani fare cose turche inenarrabili! Altro che le nostre veloci copule a scopo riproduttivo...


Siamo degli insetti di origine milanese, sempre molto efficienti ed organizzati, veloci e particolarmente predisposti al problem solving. Ma resta il fatto che non facciamo una bella vita.
Mica è bello per noi vivere negli avanzi, rubare con insistenza il cibo dalla ciotola del cane, aspettare che qualcuno si distragga per posarci furtivamente nel piatto, rischiando di farci ammazzare. E vi risparmio i dettagli di quando invece siamo costrette a frugare nella spazzatura o nella cacca...
Ci siamo dovute arrangiare e inventare un volo tutto particolare per difenderci dal nemico numero uno: l'uomo. Sfuggiamo con velocità e destrezza ai suoi attacchi cambiando continuamente direzione.
Anche i gatti sono pericolosi, a volte ancor più degli uomini. I gatti sono veloci predatori e si divertono anche a mangiarci o a giocare con i nostri poveri corpi martoriati e storditi fino a finirci. Loro sono ancor più perfidi degli umani.
Ecco, ora che sono arrivata alla fine della mia lunga vita senza farmi ammazzare da nessun umano, l'unico mio desiderio è quello di non morire per mano di un gatto. Anzi, per zampa di un gatto... 
Vorrei poter finire le mie ore in montagna, dove l'aria è pura e fresca, e dove vivono umani più rilassati di quelli che vivono in città. Ed è per questo che ho iniziato il mio viaggio. Viaggio in vespa, una stupenda vespa gialla e nera.
Vorrei poter morire tra le mele della Val di Non o vicino a un lago di montagna.
Sono stata una mosca felice... Ma ora scusate, vado di fretta.
Ciao


2 commenti:

  1. beh...effettivamente le mosche sono noiose
    Bello il tuo racconto, ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :-) Si, le mosche sanno essere noiose e appiccicose, ma sono creature della terra. E in quanto tali, ho voluto guardare fantasticamente le cose dalla loro prospettiva.
      Buona giornata Simo!

      Elimina

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Chi è Manuela Rossa

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Manuela Rossa è un personaggio di fantasia, una sorta di "alter ego" di una donna che ha scoperto il potere dell'immaginazione e della scrittura per raccontarsi innanzitutto a sé stessa. I suoi scritti sono frutto di fantasia e non attingono che in modo marginale alla vita reale.

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