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giovedì 1 gennaio 2015

Auguri

Auguro a chiunque inciampi in questo vecchio blog di poter vivere e non solo sognare, di poter volare non solo di fantasia, come ho sempre fatto io, ma anche su un deltaplano, di poter cogliere gli attimi e raccontarli a voce a qualche amico, e non solo buttando giù due parole su una tastiera.
Auguro a tutti, e soprattutto a me stessa, di VIVERE senza rimpianti, senza rimorsi, senza paure e senza solitudine.
Auguro a tutti, e soprattutto a me stessa, di avere fiducia anche quando tutto va male, anche quando l'unico desiderio è quello di fuggire dalla propria realtà.
Auguro a tutti, e soprattutto a me stessa, di guardare il sole, quando c'è, o di sentire il rumore della pioggia, o di spettinare i capelli al vento, e ricordare che la Vita è un dono che va onorato vivendola fino all'ultimo respiro. Anche quando è un giorno NO come oggi lo è per me.
Buon anno nuovo.

sabato 25 gennaio 2014

Ti ho sognata



Ti ho sognata
mi sei apparsa sopra i rami
passando vicino alla luna
tra una nuvola e l'altra
andavi, e io ti seguivo
ti fermavi e io mi fermavo,
mi fermavo, e tu ti fermavi,
mi guardavi e io ti guardavo
ti guardavo e tu mi guardavi
poi tutto è finito.



Nazim Hikmet



Dedicata a chi vive ormai per sempre nei miei sogni e nei miei affetti più segreti.
Dovunque tu sia, con chiunque tu sia, in qualunque parte del mondo o dell'universo, sappi che farai sempre parte di me e di ciò che i miei occhi chiusi guardano in silenzio, panorami fantastici dove non c'è spazio e non c'è tempo ma solo Amore.
Ciao Mat.

lunedì 18 novembre 2013

10000

Diecimila visualizzazioni di pagina...
Poco fa, leggendo il numero delle visite ricevute, sono rimasta sorpresa di quante persone abbiano letto le mie parole, abbiano visto le immagini che ho associato ad esse, abbiano letto i miei pensieri e i miei voli di fantasia.
Posso solo dire GRAZIE, grazie a tutti voi che per caso o per scelta vi siete fermati qualche volta, o più di qualche volta, in questo luogo senza DOVE, in questo piccolo spazio che contiene una grande parte di me, quella che nascondo ai più, quella che viene fuori solo quando penso ad alta voce sulla tastiera.
Diecimila grazie!

giovedì 31 ottobre 2013

Un'auto in corsa

Il piede sull'acceleratore sembrava incollato e, nonostante vedesse avvicinarsi in modo repentino l'auto che la precedeva, non accennava ad alzarlo. Puntava dritto a quel camion che sopraggiungeva in senso opposto.
Il tachimetro indicava una velocità sempre crescente, in modo pauroso, fino a quando qualcosa finalmente la convinse a frenare a pochi centimetri dalla fine. 

E' così che nasce un suicidio, pensò. Per caso e senza possibilità di controllo alcuno.
Nasce quando la ragione non va più a braccetto con il corpo, quando due parti di te vanno in direzioni opposte e tu non sai quale seguire. Quando tu vorresti vivere, ma i tuoi piedi corrono incontro ad un treno in corsa, comandati da un altro te, o quando ti sembra così struggente l'idea dell'abbraccio salvifico del mare, da non riuscire più a pensare ad altro finché non ti ci butti. Quando i tuoi occhi guardano la strada e sanno che c'è quella curva, ma i piedi non accennano a frenare né le tue mani a sterzare.
Quando forze opposte combattono dentro e fuori di te e vince quella che ti vuole morto, avulso da tutto e da tutti. Distaccato dalla vita e dai suoi problemi.

Lei ieri voleva morire. 
(ancora non ci posso credere di averci provato per davvero, perciò parlo di "lei" e non di "me")

Irrazionalmente ci ha provato con tutte le sue forze, mentre una voce dentro le urlava "ma che fai? frena! non è così che risolveresti i tuoi problemi" e l'altra parte di lei, quella stanca di combattere, quella che non sa più che farsene della sua vita e non vuole più pensare, continuava a pigiare sempre più forte, sempre di più, sull'acceleratore. 
"Sembrerà un incidente, nessuno soffrirà perché l'ho voluto io, non lo scopriranno mai,  soffriranno solo per la mia mancanza. E quella passa, prima o poi."

Chissà com'è, chissà cosa si prova nell'attimo dello schianto.
Chissà cosa si sente, a parte il dolore nell'attimo prima di morire, se tutto finisce o se invece si passa in un'altra dimensione in cui il tuo passato sulla terra ti resta comunque appiccicato addosso come un sudario per chissà quanto tempo. 
E allora sarà stato tutto inutile.
Chissà se ci si vede con gli occhi dello spirito, attorniati dai parenti disperati che accarezzano un corpo senza vita, sul letto di morte, nel tentativo inutile di riportarti alla vita lavandoti le ferite con lacrime cocenti. 
Chissà se si sente davvero il loro dolore o se invece si è sollevati da tutto.
Chissà cosa si prova davvero a morire.

Ieri ci ho provato. Ma poi ha vinto la vita.





lunedì 16 settembre 2013

Il giro di boa


Ci sono periodi della vita in cui si ha l'impressione di essere ad un giro di boa, ad un momento di cambiamento irreversibile.
Uno di quei momenti in cui, anche se guardi dietro e vedi la strada percorsa, non puoi fare più nulla per tornare indietro e ripercorrere i tuoi stessi passi perché i ponti col passato sono ormai crollati e non puoi che andare avanti, volente o nolente.

Un momento del genere l'ho vissuto qualche anno fa, quando ho fatto un giro all'inferno e ne sono rimasta affascinata.
Sono scesa per la prima volta agli inferi guardando in alto al Paradiso e questo mi ha fatto sentire viva come non mi sentivo da tempo.
In quel periodo vivevo tutte le emozioni con grande intensità, con la fretta di consumarle e averne ancora, e poi ancora, provando una sorta di bulimia emozionale dettata dalla improvvisa consapevolezza del tempo che passa e che non torna più.
Ho percorso in questi anni il mio personale inferno in lungo e in largo, come una funambola sospesa sul vuoto che ha sempre il timore di cadere tra le fiamme, ma ne ho goduto il calore e ne ho sofferto le bruciature.
Ho leccato ferite e bevuto calici di elisir magici, stretto mani e accarezzato amori, morso dolori e leccato sapori dolcissimi. Ho creduto di vedere il Paradiso nei miei sogni coscienti.

E poi mi sono svegliata.

Ora quell'inferno non mi attira più, so che non mi porterà al Paradiso, so che non ha più alcuna attrattiva per me, e sto tornando sulla strada maestra senza rimpianti.

Sto crescendo (avevo scritto "invecchiando" ma poi l'ho cancellato perché non mi sento ancora vecchia), i miei anni li sento bussare alla mia porta interiore, tutti insieme, inesorabili, a ricordarmi che non sono più una ragazzina e che non c'è possibilità alcuna di fermare il tempo e di vivere ciò che non ho vissuto.
C'è un tempo per ogni cosa, e quando quel tempo va via non c'è modo di recuperarlo.

Non mi manca l'inferno, no.
Non mi manca nemmeno il sogno del Paradiso.
Ora sento solo i miei piedi sulla nuda terra, le mani piene di vento e gli occhi aperti a guardare avanti ma con impressa nella mente l'immagine di chi ho lasciato per sempre dietro di me, gli errori fatti, le emozioni vissute, i rimorsi e i rimpianti, che però non sono più tali. Non sono più funambola sulle fiamme eterne, ho attraversato il mio ponte e sono giunta di là dove tutto è pace e serenità, dove non c'è paradiso ma nemmeno inferno, dove ci sono solo io e la mia vita

Non so perché vengo a scriverlo qua, forse solo perché avevo bisogno di dirlo a me stessa, di parlarmi e di mettere nero su bianco questa mia nuova consapevolezza.

Non so cosa sia realmente accaduto, forse sono solo cambiata io, ma di certo la mia percezione di me e degli altri non è più la stessa.
Il Paradiso è qui tra le mie mani e l'inferno è solo dentro me, si svegliano ogni mattina accanto a me, mi guardano negli occhi ogni giorno.
Ringrazio il cielo per quello che mi ha donato, e lo ringrazio ogni giorno.


sabato 15 giugno 2013

Il ronzio

Il ronzio delle ventole di raffreddamento dei pc surriscalda il mio cervello.
Lo sento penetrarmi nelle orecchie e segarmi la calma, così come la punta di un coltello taglia la corteccia di un albero seccato dall'inverno. 
Lo sento al di sopra del sottile ticchettio delle dita sui tasti, al di sopra del mio stesso respiro in questa stanza vuota.
Oggi sono in ufficio, di sabato. E che sabato! 
Fuori da questa bolla di fresco artificiale che ho creato con il climatizzatore a tutta andatura, è arrivato "Ade", l'anticiclone africano che ha reso questa estate finalmente estate, ed è un sabato in cui tutti sono al mare, mentre io sono qui a far l'amore con la mia tastiera, a guardare immagini di posti lontani, mari cristallini, e a sognare, come al mio solito.

Nei miei sogni spesso fa capolino Lui, l'uomo dolce e un po' tormentato che ho sempre sognato di avere accanto da quando l'ho conosciuto.
Sogno le sue dita lunghe e affusolate, seppur forti, porgermi una sigaretta da fumare in due, con le labbra increspate dal sorriso che baciano lo stesso filtro a turno.
Sogno il bosco in cui passeggiare chiacchierando mano nella mano, o ascoltando la natura che ci parla.
Sogno panorami incontaminati di qualche isola da girare in moto, mentre le mie braccia gli cingono il petto, e la sua voce, mai conosciuta eppur familiare, mi sussurra parole di vento e silenzio, racconti di monti e fiumi lontani.
Sogno le mie dita scivolare tra i suoi capelli d'argento a placare nuvole lontane, sulla sua pelle tesa a raccogliere brividi, mentre i nostri occhi fissano rapiti il buio della notte illuminato dalla luna e il giorno nascere tra le nostre braccia, in un tempo senza tempo.

Sogno.... sogno e cerco tracce di lui tra le pieghe dei ricordi, tra le emozioni di una canzone, tra le spire del fumo che sale dalle mie labbra.

Accendo un'altra sigaretta, metto un po' di musica e penso a te.




"Ti cerco nelle zone imprecise
dove si vede appena
Dove la voce è debole e si sfila
Ritornano improvvisi gli occhi
Il suono del tuo nome
Qualcosa che fa male
Sono strade che attraverso fino a te
Chissà se mi vedrai
E chiudo gli occhi per avvicinarti
Strano che non ci sei
Strano che non ci sei
E spengo tutto per aspettarti
Strano che non ci sei
Strano che non ci sei
Ti cerco nelle zone imprecise
Nei calcoli sbagliati
Nei giorni sparsi in terra spezzettati
Mi sembra di vederti adesso
con passo nuovo e leggero
e brilli dove tutto è spento
Come un sogno ritornato controvento
mi ritroverai
E scrivo ancora solo per parlarti
E’ strano che non ci sei,
Strano che non ci sei
E chiudo gli occhi e puoi toccarmi
E’ strano che non ci sei,
Strano che non ci sei
Sai, a parlarsi davvero non si riesce
quasi mai,
chissà come si fa
Di quante cose eri parte e centro
e penso che non ci sei,
Se penso che non ci sei…
E’ bello il tempo che è rimasto dentro,
ecco perché ci sei, ecco perché"






Ciao M.

martedì 14 maggio 2013

Sono viva

... e mi sento viva.
Sensazione piacevolissima che non provavo più da tanto tempo, senza necessariamente obnubilarmi la mente con sogni e voli di fantasia.
Invece sono viva, qui, adesso, senza sognare e senza volare.
Sono viva nei miei piedi che nudi solcano la mia terra, nelle mie mani che scivolano sulle rose del mio giardino o che lavorano, nei miei occhi che guardano il mare.
E già tutto questo è un sogno.

Un saluto a chi mi ha sempre letta, a chi si chiedeva che fine avessi fatto, o a chi si imbatte in questo post e in questo blog per caso, solo adesso.
Lo avevo chiuso per un po', mi sembrava quasi di fare un torto a me stessa non scrivendo più, e così avevo deciso di ibernarlo in un volontario isolamento dal mondo del web.
Lo avevo cristallizzato in attesa di questa pace interiore che ora ho finalmente trovato.
E, come scrissi una volta, uno scrittore con l'animo in pace non è uno scrittore.
Non ho molto da scrivere ora, e non mi pesa.
Se un giorno dovessi spiccare nuovamente il volo verso il mondo della fantasia, sarete i primi a saperlo.
Mi manca, e sempre mi mancherà, l'amicizia di una persona speciale per la quale questo blog è cresciuto, ma va bene così, la vita è piena di regali e di sorprese, ma alcuni sono solo in prestito, poi bisogna restituirli alla vita che ce li aveva fatti incontrare. E con il sorriso sulle labbra, sorriso che non mi abbandona mai, mando un abbraccio fortissimo a chi lo vorrà raccogliere.

sabato 9 febbraio 2013

Strane sensazioni

Inizio a provare strane sensazioni, scrivendo.
Scrivo, scrivo, scrivo, e poi non condivido ciò che scrivo.
Scrivo pagine intere di pensieri forse troppo personali, racconti, poesie, pagine di diario, e poi lascio le mie parole chiuse nel cassetto virtuale delle bozze senza meta.
O peggio ancora, le cancello.

Sono diventata forse gelosa della mia anima, da non volerla rivelare attraverso le parole?
Ne ho regalata troppa a piene mani, senza ricevere altro che finzioni impacchettate in bella carta luccicante?
O mi sono forse graffiata troppe volte scrivendo cose troppo vicine alla mia pelle?

Non lo so, ma so solo che non ho più voglia di condividere nulla di troppo personale.
Non più.

martedì 5 febbraio 2013

Gli amori mancati



"Degli amori mancati per un soffio non ne parla mai nessuno. Nessuno capisce che non sempre si continua a vivere come prima se pure il proiettile ti schiva e cambia traiettoria, che ciò che ferisce a volte non è mai accaduto, non sempre è il prodotto di una fine.
E' solo troppo difficile da raccontare per essere credibile e così diventa un segreto che muore con te."

Massimo Bisotti

Il mio amore mancato sei tu, uomo invisibile eppur presente.
Non ti ho mai avuto accanto eppure ti ho accolto nell'anima.
Non ho mai sentito la tua voce, eppure ancora mi parli dentro.

Nulla potrà più essere come prima, ora che non ci sei.
Anche ora, che non ci sei mai stato.
Mi manchi pur non avendoti mai avuto.


venerdì 25 gennaio 2013

Le parole che indosso

Le parole che oggi indosso                
come un abito sgualcito un po' dal tempo
chiuso dentro ad un armadio di ricordi,
sono spente e senza odore.
Sono vuoti di memoria
che ho riempito con la musica,
sono arie di tempesta
che ho rubato alla finestra
sono pagine di un libro non più letto
conservate in un cassetto.
Le parole che oggi indosso
che ho strappato al tempo
restano sospese nell'aria come foglie nel vento
in questo autunno senza fine






Se tu non torni 
non tornerà neanche l'estate 
e resteremo qui io e mia madre 
a guardare la pioggia. 

Se tu non torni 
non torneranno neanche le rondini 
e resteremo qui io e mio padre 
a guardare il cielo. 

Se tu non torni 
non tornerà nemmeno il sole 
e resteremo qui io e mio fratello a guardare la terra... 
...Che era così bella quando ci correvi 
con un profumo d'erba che tu respiravi 
era così grande se l'attraversavi e non finiva mai. 

Così stanotte voglio una stella a farmi compagnia 
che ti serva da lontano ad indicarti la via 
così amore amore amore, amore dove sei? 
Se non torni non c'è vita nei giorni miei. 

Se tu non torni 
non torneranno i bei tramonti 
e resterò con me a contemplare la sera... 
...Che era così bella quando ci correvi 
con un profumo d'erba che tu respiravi 
era così grande se l'attraversavi e non finiva mai. 

Così stanotte voglio una stella a farmi compagnia 
che ti serva da lontano ad indicarti la via 
così amore amore amore, amore dove sei? 
Se tu non torni non c'è vita nei giorni miei.



Suoni del silenzio

Capita a volte di lasciare un saluto ad un amico, un piccolo bacio sul comodino, una parola amica, un sorriso complice. 
E poi capita che qualcuno possa prendere le tue parole e renderle poesia.
Ecco, i semi delle mie parole germogliati e diventati poesia.
Grazie Massimo.



E mi manca il respiro
quel flebile alito che poggi
sulla scapola nuda
che rimbalza al mio collo.
E mi manca quel bacio
bagnato di pioggia
che ogni mattino
lasciavi andando al lavoro.
E mi manca l’amore
graffiato sui muri
gridato per strada
che s’infrange all’orecchio.

Suoni del silenzio
ilprincipedellemaree:25/01/2013;h.0.05 –

mercoledì 23 gennaio 2013

Pensiero


Corro nel vento

in questo vento 

lieve del mattino

corro come il vento 

che oggi 

ha spazzato il cielo 

e lo ha reso di cristallo

limpido come il pensiero

di me appena sveglio

che implora il vento

di volare e di portarlo 

fin dentro la tua mente.



Manuela Rossa e ilprincipedellemaree 22/01/2013

venerdì 18 gennaio 2013

Ti cerco

Ti cerco in ogni vita non vissuta
in ogni terra non vista
in ogni musica non ascoltata
in ogni silenzio urlato al vento.
Ti cerco in ogni brivido mai avuto
in ogni fremito che non provo
in ogni mare mai solcato
in ogni parola mai pronunciata.
Ti cerco tra le cose messe via
in quegli abiti non indossati
nelle pieghe delle rughe intorno agli occhi
in quel tempo che non ritorna, crudele.
Ti cerco in ogni cosa che non è
perché tu sei
quello che mi manca.

Ma ti troverò
Ancora ogni notte con me
Ti ritroverò nei miei sogni.

Torna almeno lì...


domenica 30 dicembre 2012

Cerco te

Gironzolando su youtube mi sono imbattuta in una canzone della quale non sono riuscita a scoprire nulla di più delle sue parole, che ho trovato stupende.


Camminando nel vento
su sentieri di neve e gelo.
Invertendo un po' il tempo 
e le pieghe di un mondo storto. 
Dando vita ai pensieri su un foglio bruciato, 
percorrendo le righe di camice stonate 
io cerco te dentro le nuvole, 
e respirerò il vuoto e l'odore di te.

Osservando per ore una foto ingiallita. 
Nei miei sogni cammini, poi la forma è svanita. 
Quando il suolo che pesto sembra non più tenere
e dal cielo proviene un buon profumo di viole
io cerco te, dietro le nuvole, 
per colmare il buio e l'assenza che c'è...

Ora che non ci sei ti cerco sempre
come prima come prima
Ora che non ci sei vorrei averti
più di prima più di prima

Nei rumori di acciai, tra stranieri ed eroi. 
Nelle piazze che un tempo eran solo per noi. 
Sento viva la vita, la sua forma è mutata, 
hai rapito le stelle con la luna sdraiata 
e cerco te, sopra le nuvole, 
mentre l'alfa e l'omega giocano con la vita.

Ora che non ci sei ti cerco sempre
come prima come prima
Ora che non ci sei vorrei averti
più di prima più di prima

Come faccio a capire
che lo spirito è ancora con me
dove devo cercare
c'era il sole e adesso non c'è

Ora che non ci sei
ti porto sempre dentro
come prima più di prima

Avessi un paio d'ali...

Cerco te...song for Matteo

venerdì 28 dicembre 2012

Frutti preziosi

                                                   
Quando improvvisa
cala la notte nei miei pensieri
e anche col sole il buio vince

Quando improvviso
il cuore mio rinnega la gioia
e le mani restano in grembo

Quando improvvisa
la vita sembra la scia di una barca
la cui schiuma non lascia traccia

Corro a stringere tra le mani
le mani delle mie figlie,
a riempire gli occhi dei loro occhi

E intrecciando le dita tra i loro capelli,
ricordo perché io sono al mondo,
qual è il senso del mio cammino

Dolci frutti del mio giardino
petali profumati della mia vita
siete le luci che illuminano la mia strada



martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale

...E poi ti svegli e ti accorgi che è Natale, e trovi un dono prezioso tutto per te: un sorriso che arriva da lontano.
Non c'è dono che valga più di un sorriso che nasce dal cuore, più di un sincero affetto donato a piene mani. È questo il senso vero del Natale per me...
Sorridi e sogna, sogna sempre sogni più grandi di te, canta a squarciagola la gioia di vivere e poi sorridi ancora, e porgi le tue mani a chi ha bisogno di una carezza e un po' del tuo sorriso.
E sarà Natale ogni giorno.
Questo è il mio augurio per tutti voi.





venerdì 14 dicembre 2012

Se mi hai amato

Se mi hai amato mi verrai a cercare,
sono certo che mi verrai a cercare:
in ogni pietra, in ogni sguardo
e in tutte le stelle.
Perchè il mio corpo scomparirà,
il tuo corpo scomparirà,
ma ciò non farà alcuna differenza.
Perchè, se ci fosse la benchè minima differenza,
vorrebbe dire che tra noi
non è accaduto l’amore.
Perchè l’amore è fuori
dal tempo eterno, immortale.
Se mi hai amato mi verrai a cercare,
sono certo che mi verrai a cercare,
e mi troverai: in ogni sguardo e in tutte le stelle.


OSHO

Vorrei poter donare un sorriso a chiunque mi verrà a cercare, qui o altrove, o nei suoi pensieri, perché cercandomi mi avrà regalato un briciolo del suo amore.
Nelle mie mani, nei miei occhi, nella mia voce, nel mio silenzio, nell'aria che respiro,
chi mi verrà a cercare troverà solo amore.


Ross

lunedì 3 dicembre 2012

Arrivederci

Questo piccolo angolo del web, che è il mio blog "Sogni e voli di fantasia", lo avevo sempre considerato come un cantuccio nascosto in cui rifugiarmi, una soffitta dei ricordi in cui sedermi per terra in silenzio, da sola, o al massimo in compagnia di qualche amico o qualche amica, a scrivere e immaginare guardando il cielo dal lucernario. Avevo quasi l'illusione di essere in penombra, poco più che invisibile, e che questo fosse il mio piccolo rifugio segreto, così diverso dall'altro blog con il quale sono nata.
Nell'altro blog, melarossadelpeccato, racconto di sesso ed erotismo, do vita ai lati nascosti dell'animo umano con le trasgressioni, le "mele del peccato", e mi sento sempre come un "personaggio" che fa il suo show sotto occhi infuocati, il suo spogliarello di burlesque, che accende gli animi e le fantasie più nascoste con le sue storie.
Qui invece è un po' il camerino del teatro, dove mi spoglio di corsetti, autoreggenti, tacchi, lingerie di seta e tutto quanto riporti mentalmente al sesso e alla seduzione, per parlare d'altro.
Qui scrivo tutto ciò che mi passa per la testa, quasi come se fosse un diario scritto sotto forma di racconto, in cui scrivo le mie emozioni e le storie che si impossessano di me.
A volte ho come l'impressione di essere rapita dalle parole, come se fossero loro a condurmi per mano in una storia, e non il contrario. Le storie prendono vita e si colorano mentre io le disegno con le parole, senza un programma prestabilito, senza un percorso già designato, e spesso sono una sorpresa anche per me. Sono le storie che scrivono me, e non il contrario.

D'improvviso, in questo camerino, in questa piccola soffitta virtuale, si sono accese le luci e la soffitta è diventata un salone delle feste in cui un inconsueto andirivieni di persone ha rallegrato la mia giornata. Le parole di cui mi ero vestita, che ai miei occhi erano come un abito un po' sgualcito rimasto troppo a lungo chiuso nell'armadio tra le pieghe delle emozioni riposte e che avevo voglia di tirar fuori per dargli aria, sono diventate improvvisamente un mantello di velluto broccato, un sontuoso abito di fine fattura, una trina sottile di emozioni.

Un'amica, Simona, mi ha presentata e fatta conoscere ai suoi amici lettori e ognuno di loro ha letto le mie parole e cercato di interpretarle in base alle proprie sensazioni ed emozioni, trovando in esse qualcosa di sé o dei propri ricordi, o dei propri pensieri.
Qualcuno ha dispensato consigli, qualcuno vi ha letto la mia malinconia, qualcuno vi ha letto l'amore, qualcuno invece vi ha trovato l'inganno e la facile preda. 
Improvvisamente mi sono sentita spogliata, più nuda che nel blog melarossa, dove vesto e svesto sempre i panni di una donna che non sono.

Nessuno però, al di fuori di me e della persona che mi manca, può veramente interpretare appieno il senso di quelle mie parole, che non sono nate nemmeno come versi ma solo come improvviso urlo dell'anima, nostalgia per un'amicizia. Un'amicizia intensa e particolare, pulita, delicata, tra due persone lontane materialmente e anche anagraficamente ma simili dentro, due anime affini.


Oggi mi sento stranamente svuotata, silenziosa come l'alba di un giorno nuovo, nonostante tutte le parole scritte.

Ho voglia di fermarmi un po' a guardare il mare senza dir più niente, ho voglia di cambiare casa, di viaggiare sola, di partire.
Ho voglia di uscire dal camerino, dalla soffitta, e andare per strada a raccogliere fiori, o a fare palle di neve, o a fare foto ai gatti randagi.
Ho voglia di riprendere in mano la mia vita per proteggerla dal vento e dalla pioggia, ho voglia di una pausa di solitudine.
Ho voglia di chiudere il pc e mettere in pausa la casella email, far riposare mente e cuore, tastiera e dita.

Ho voglia di ballare al buio. In silenzio...in silenzio...


Vado via.
Tornerò, come da ogni viaggio che si rispetti, tornerò.
Tornerò quando le parole mi prenderanno di nuovo per mano e mi ricondurranno qui.
Lascio a ognuno di voi un saluto ed un abbraccio.

Ross

mercoledì 28 novembre 2012

Dove sei?

Dove sei ora che ho bisogno di te?
Dove sono le tue promesse da non mantenere mai?
Dov'è la tua presenza costante e rassicurante, che credevo fosse eterna?
Dove sono i sorrisi che mi regalavi?
Dove sono le tue dita che imperterrite e autonome mi cercavano?


Hai lasciato un vuoto incolmabile dentro me.
Eppure non posso che ringraziare il cielo di averti conosciuto.

martedì 13 novembre 2012

Tra i miei segreti

Ed è possibile che il tempo stringe
Ed è possibile che scorre lento
E puoi sentirti solo ed invisibile
Sotto le stelle del firmamento
E guardo il cielo o è il cielo che mi guarda
E resto solo con la mia coscienza
Ma non c'è un modo per tornare indietro
E di dividere questa esperienza

Sarebbe così facile cercarti poi
Dietro a questi sogni e dentro ai miei pensieri
Però sarebbe ancora molto meglio se
Tutto fosse proprio come ieri
Quando non sapevo e non immaginavo
Tra i miei segreti e me

Negli occhi dell'amore
C'è un sogno che s'avvera
E dentro ci sei tu con me
E passano le ore
E scende giù la sera
E il cielo si fa blu

E di notte poi seguire
Ispirazioni e percezioni dall'ignoto
E dentro me la verità
Si confonde col sogno

E ho camminato lungo strade vuote
Nei labirinti dell'indifferenza
Ed ho pensato a tutte queste cose
Senza trovare una vera ragione
E ho visto gente piangere di fame
Ed altra che rideva per il vino
E ovunque c'era sempre lì qualcuno
Che giudicava e gridava sentenze

Ma vedi in tutto questo se io c'entro o no
Non dipende dal tuo modo di pensare
Quello che ci unisce in questo divenire
Ritroverò con te

Negli occhi dell'amore
C'è un sogno che s'avvera
E dentro ci sei tu con me
E passano le ore
E scende giù la sera
E il cielo si fa blu

E mi chiedo se son' liberi
Gli uccelli da catene del cielo
E dentro me la verità
Si confonde col sogno
E dentro me tu sei già qua

Sergio Cammariere e Roberto Kunstler

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Chi è Manuela Rossa

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Manuela Rossa è un personaggio di fantasia, una sorta di "alter ego" di una donna che ha scoperto il potere dell'immaginazione e della scrittura per raccontarsi innanzitutto a sé stessa. I suoi scritti sono frutto di fantasia e non attingono che in modo marginale alla vita reale.

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